grandi lettrici crescono

 

 

LAURA PARIANI

Milano è una selva oscura

Einaudi 2010 - Euro 19

recensione di Silvana Ferrari


Milano 1969. Quattro stagioni: dall'inverno d'inizio di quell'anno fino al dicembre, a quel tragico 12 dicembre che tanto ha segnato la storia della città e dell'Italia tutta.
Il 1969 è l'anno delle lotte nelle fabbriche e nelle università, degli scioperi e delle manifestazioni che attraversano Milano partendo dalle fabbriche della periferia; cortei dalla Pirelli, dalla Marelli, dalla Siemens che arrivano in centro, in Piazza Duomo e si mescolano e si uniscono a quelli degli studenti che occupano le scuole e le università.
Il racconto di quell'anno di svolta per il movimento operaio e studentesco, e per l'Italia intera, divenuto l'inizio della cosiddetta 'strategia della tensione', non è narrato, nell'ultimo romanzo di Laura Pariani, da uno dei protagonisti dell'epoca, ma da un 'signor nessuno', testimone comunque attento e partecipe dei cambiamenti che durante quel tragico anno si stanno preparando: un barbone, un senzatetto, uno senza fissa dimora e senza lavoro, Dante A., 'per l'amore dovuto al classico per eccellenza; che oltretutto ebbe vita grama e conobbe il pane amaro del vagabondaggio'.
Dante è il suo soprannome fra i barboni perché quello suo sarebbe Diogene Colombo figlio di NN. La sua vita non l'ha sempre vissuta in quelle condizioni, anche se la miseria e l'abbandono sono stati i primi segni dell'attenzione del mondo nei suoi confronti: la sua povera mamma lo aveva lasciato sulla porta dell'Ospizio degli Esposti della chiesa di S. Simpliciano settanta anni prima, nel dicembre del 1899. 'Tempi grami, il 1899: l'anno prima si faceva la fame e un generalone, che di nome faceva Crudele Monarchico Bava, aveva sparato sulla folla che chiedeva la michetta'. Fu dato a balia presso povera gente che, per pochi soldi insieme ai loro figli, allevava anche i trovatelli e poi per un po' la fortuna girò dalla sua parte, quando fu accolto in casa di papà Mili e di mamma Dorina, una famiglia milanese benestante senza figli. Un'infanzia e un'adolescenza serene e spensierate fino alla chiamata alle armi della Grande Guerra che dopo Caporetto mandava anche i ragazzini 'in bocca al lupo'.
Poi l'emigrazione in cerca di fortuna, in Argentina, e il ritorno con pochi soldi nelle tasche nel '28 in pieno fascismo. 'Andato da salame e tornato da cotechino…Perché sono della razza degli ochi, barbasgianni, cappon, quajott, gasgiott, lorocch, merli e cucù'.
Il Dante ha sempre avuto pochi soldi, ma tante donne nei suoi giri, fino a capitare che s'innamora della Zaira che sposa incinta dell'amatissima figlia Milena nel '34.
Nel '37 il confino per vilipendio dello stato da scontare per due anni nell'isola di Ponza. Poi la guerra e la morte della figlia sotto i bombardamenti del '44 a Gorla: seicento morti e la metà bambini della vicina scuola.
Vengono anche anni tranquilli quando insieme al Biraghi apre una libreria antiquaria in Via De Amicis, un periodo fra i più belli della sua vita, passato a leggere e a discutere di libri in lunghissime serate invernali attorno alla stufa, nel mezzanino sopra la libreria. E a scrivere poesie, 'quatter pattanflan di poesie', anche pubblicate. Ma la ruota della fortuna gira ancora portandolo in galera dopo la morte improvvisa del Biraghi, la perdita della libreria venduta dagli eredi del morto, e la sua attività passata da libraio ad ambulante con rivendita di riviste e libri porno. Nel '61 condanna di tre anni per vilipendio alla pubblica morale, senza benefici della condizionale. E da lì la discesa in accelerazione verso la miseria e la vita randagia senza possibilità di riscatto, per uno finito in galera.
L'anno'69 trova il Dante a vagabondare fra rifugi, mense, dormitori per poveri e luoghi di ritrovo e nascondigli dei barboni, dei miseri, dei fuori di testa, alcolizzati e drogati della città. Nel suo lungo girare sente gli umori della gente, avverte l'aria di crisi, insieme alla disperazione per i licenziamenti e l'umiliazione per la cassa integrazione; vede la pesantezza di chi lavora in fabbrica e rischia la vita tutti i giorni per gli incidenti sul lavoro e la malattia e la morte in reparti malsani e tossici; percepisce un senso di allarme, di catastrofe imminente. 'Eppure sti milanesoni non sembrano aver paura: si affannano, col loro sangue desto, a strusciare i loro affari. Il loro inverno è lontano'. E gli avvertimenti ci sono già stati: le bombe poste in aprile alla Stazione Centrale e alla Fiera di Milano, gli assalti della polizia ai cortei degli operai e degli studenti, la morte di Annarumma in Via Larga, dopo le provocazioni della polizia all'uscita di un'assemblea sindacale dal Teatro Lirico.
Nel suo girovagare per vie e piazze di Milano che lo riportano in continuazione a ricordi e memorie di fatti e persone del suo passato, vi è la nostalgia di una città che sta cambiando, la consapevolezza di un mondo che sta scomparendo come nell'episodio del gregge di pecore che tenta di attraversare il centro della città: 'Ci sono istanti che somigliano alle stelle cadenti. Ti passano davanti e lasciano un solco luminoso. Poi sprofondano, scompaiono'.
Il barbone Dante, poeta e filosofo, ironico e generoso, nel suo continuo girare, quel 12 dicembre, attratto da chissà cosa, si trova in Piazza Fontana, 'cuore esatto di Milano…punto preciso in cui poggiare l'orecchio per terra di modo da sentire battere il polso della città.' E lì finisce il suo camminare, vittima come gli altri di quella bomba.
Un romanzo scritto in una lingua esemplare in cui sapientemente il dialetto milanese si mescola all'italiano, sfruttando in misura magistrale tutte le sue sonorità tanto da dare ampiezza e profondità alla rappresentazione dei personaggi e dei luoghi raccontati. Un romanzo che ha i tempi della musica di Vivaldi, suddiviso nelle quattro stagioni, ognuna delle quali a sua volta cadenzata dai tempi dell'allegro, dell'adagio fino ad arrivare all'ultima battuta del silenzio. E ogni stagione è introdotta da una poesia di Carlo Porta.

 

                                                                                              20 maggio 2009