GRANDI LETTRICI CRESCONO a cura di Silvana Ferrari

 



Rebecca West


Il ritorno del soldato



Neri Pozza - 2009 - euro 12

recensione di Silvana Ferrari


Cicely Fairfield nata nel 1982 a Londra in una famiglia colta e progressista, sebbene squattrinata, inizia a scrivere a diciotto anni come giornalista free- lance per la rivista femminista Freewoman con lo pseudonimo di Rebecca West, la protagonista del dramma di Ibsen La casa dei Rosmer. La sua carriera proseguirà, dopo la chiusura della rivista, su altre testate, con articoli che la distingueranno per la spregiudicatezza e la libertà di giudizio del suo pensiero in contrasto con la morale corrente. La sua vita privata sarà altrettanto anticonvenzionale: a ventidue anni dovrà affrontare la condizione di madre non sposata, che se nell'ambiente progressista da lei frequentato non solleverà grossi moralismi, non sarà comunque priva di pregiudizi e di falsità, condizione comunque alleggerita dal suo stato di donna benestante.


Il ritorno del soldato, il suo primo romanzo del 1918, collocato nel pieno della tragedia della Prima Guerra Mondiale, narra la vicenda di Christopher Baldry tornato dalla guerra senza la memoria degli ultimi quindici anni della sua vita, colpito da quello che sarà chiamato in medicina shell-shock.
Non ha ricordi della sua bella ed elegante moglie Kitty, né della cugina Jenny, sua inseparabile compagna di giochi infantili ed ora sua fedele amica, né della bellezza della casa rinnovata e resa confortevole per il suo agio e piacere dalle due donne. La sua mente è fissata nel ricordo di un amore giovanile per una ragazza di condizione a lui inferiore, Margaret, ora sposata e ben poco elegante e attraente. Margaret, pur di aiutare la guarigione di lui, non si sottrae a quell'amore appassionato.
Su tutti i temi del romanzo, la guerra e le sue conseguenze, la memoria, la maternità e la paternità, mi preme commentare la rappresentazione che la scrittrice fa delle tre figure femminili e il commento che ne fa Jenny, la voce narrante.
Kitty con la sua eleganza e indipendenza è la modernità, la nuova donna; lei Jenny si descrive una via di mezzo fra corpo e anima e Margaret è vista come colei che sostiene la causa dell'anima contro il corpo, custode, cioè, dell'anima maschile nella sua anima, colei che la riscalda nell'amore e nella pace, così che il corpo di lui (dell'uomo) possa riposare tranquillo. In questo nobile gesto la scrittrice vede la possibile scelta e desiderio di molte donne rispetto a chi, fra le donne, si dedica a cose altrettanto grandi e le persegue con spirito curioso e di indipendenza. Ma non è l'indipendenza ciò a cui pensa gran parte delle donne, è la sua riflessione conclusiva, ciò che desideriamo è una grandezza come quella che fa addormentare sereno accanto a noi l'uomo che amiamo.
Molte cose sono accadute nel frattempo e dall'epoca in cui scriveva Rebecca West!


17 febbraio 2012

 

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