mostra on line
LO STREGALOGO: due streghe improbabili
Incantesimi, menzogne e sortilegi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In giro sono andata strega posseduta,
ossessa ho abitato l'aria nera, padrona della notte;
Sognando malefici, ho fatto il mio mestiere
passando sulle case, luce dopo luce:
solitaria e folle, con dodici dita.
Una donna così non è una donna.
Come lei io sono stata
.
Anne Sexton

Diventare streghe è una nostra aspirazione (anche se qualcuno potrà pensare che lo siamo già). Ci è simpatica la fattucchiera stravagante e arruffata delle fiabe, intenta ad inventare intrugli dai poteri magici e a intessere piani segreti in silenziosa compagnia di ranocchi, civette e gatti neri. Da brave bambine un po' ribelli, ci affascina forse più la forte personalità della matrigna della candida perfezione di Biancaneve. Descritta come brutta, vecchia, sciatta e disordinata, qualche volta anche un po' grassa, la strega "cattiva" ci appare in realtà così libera, vitale, creativa e indaffarata nelle sue molteplici attività da non aver tempo neppure per la depressione. Solitaria e instancabile viaggiatrice, senza luogo e senza tempo, incarna in modo suggestivo e fantasioso le contraddizioni di una vita emotiva che ha tanti colori ma anche tanti angoli bui. Regina degli opposti, riassume in sé bontà e perfidia, allegria e tristezza, verità e menzogna, bellezza e orrore. Proprio come noi. Perché in realtà la simpatia per le streghe delle fiabe serve a mitigare il doloroso disagio che percepiamo ogni volta che, nella vita quotidiana, siamo costrette a comportarci, agli occhi dell'opinione comune, da "streghe". Ossia ogni volta che diciamo no a quanto, individualmente e socialmente, ci si aspetta da noi, ogni volta che "varchiamo i limiti", ogni volta che non acconsentiamo, che non comprendiamo, che non accettiamo, che ci ostiniamo, insomma ogni volta che lasciamo emergere il nostro carattere "selvaggio". La strega è la nostra ombra scura, il pensiero segreto, e noi lo accettiamo, anzi lo ricerchiamo, per evitare che si proietti fuori combinando guai. Sulle ali della sua scopa percorriamo questo viaggio oltre la porta magica del nostro mondo interiore esercitando gli incantesimi, le menzogne e i sortilegi con cui l'arte ci aiuta a cambiare la realtà, dissolvendo logorati punti di vista e ricomponendo la frammentazione con cui veniamo spesso mutilate.


Nadia Magnabosco e Marilde Magni


Le donne devono riappropriarsi dei propri diritti, inclusi quei poteri misteriosi che da sempre sono stati nostri e che nel corso del tempo gli uomini hanno violato, rubato o distrutto.

Leonora Carrington

 

nadia marilde

 

E ora dal cristallo col fondo di mercurio
Madre, nonna e bisnonna
Fanno un cerchio di streghe, vogliono prendermi dentro,
E un'immagine appare nell'acqua della peschiera

Sylvia Plath

l'inaugurazione della mostra

Spesso mi sento bruciare sul rogo perché sono diversa da tutti gli altri, perché mi sono sempre rifiutata di rinunciare a quel meraviglioso strano potere che ho in me e che si rivela quando sono in armoniosa comunicazione con qualche altro essere ispirato come me.

Leonora Carrington

 

la tavola sibilla, opera comune


Ma la magia, anche se uno non ci crede, può cambiare impercettibilmente la realtà. Si muove invisibile nell'aria dissolvendo i comuni punti di vista e permettendo a nuovi modi di vedere le cose d'insinuarsi segretamente , silenziosamente, come un gatto randagio attraverso una siepe.

Janet Taylor Lisle

 


la strega dei campanelli, opera comune

Impulso irresistibile della strega a essere se stessa, indipendentemente dagli altri, con fini propri da raggiungere, risorse proprie cui attingere e pozzi profondi dai quali trarre materiale, portandolo fino alla superficie.


A. e B. Ulanov




l'oscura signora, opera comune


Le fate sono state relegate nella nicchia ovattata delle favole, le streghe sono state imposte sul palcoscenico dell'orrore e della crudeltà. Le fate, esorcizzate dalla leggenda, sono diventate spiriti eterei, immateriali; le streghe, esorcizzate dal rogo, sono state enfatizzate come creature carnali del demonio.

Vanna De Angelis


nadia magnabosco, La luna in fondo al cielo

Perché il fantastico è vero, naturalmente. Non è reale, ma è vero. I bambini lo sanno. Anche i grandi lo sanno, ed è proprio per questo che molti di loro hanno paura del fantastico. Sanno che la sua verità è una sfida, e persino una minaccia, a tutto ciò che è falso, tutto ciò che è fasullo, inutile e volgare nella vita che si sono lasciati costringere a vivere. Hanno paura dei draghi perché hanno paura della libertà.

Ursula K. Le Guin


marilde magni, Bibi

Baba Jaga è la Donna Selvaggia sotto le spoglie della maga. Come la parola selvaggio, anche maga ha una valenza peggiorativa, ma molto tempo fa era l'appellativo dato a curatrici vecchie e giovani, quando le religioni monoteiste non avevano ancora sepolto le più antiche religioni della Madre Selvaggia. Comunque, l'orchessa, la maga, la natura selvaggia e tutte le creature e gli aspetti della psiche femminile che la cultura ritiene orribili, sono in realtà delle parti sacre e benedette che le donne devono recuperare e far affiorare.

Clarissa Pinkola Estés



nadia magnabosco, Da ragazza ho trovato un fiore. Rosso.



Il mondo antico venerava le donne vecchie in quanto ricettacoli di santità e saggezza: esse erano oracoli, sibille, veggenti e profetesse che avevano accesso al mondo invisibile degli spiriti e dei mestieri. In origine hag (megera) significava "santa", mentre witch (strega) viene da wit (intelligenza, intuito) e crone (vecchiaccia) significava "indovina".

Mary Valentis e Anne Devane


marilde magni, Trappola

Mi brucerebbero

Che direbbe la gente, limitata e meschina,
se in un giorno qualunque, per ultrafantasia,
mi tingessi i capelli d'argento e di viola,
vestissi un peplo greco, cantassi a squarciagola
coronata di fiori fra tamburi e violini
declamando i miei versi in corsa per le strade,
libero il mio capriccio da guinzagli volgari?
Riempirebbero piazze per venirmi a guardare?
Vorrebbero bruciarmi come un tempo le streghe?
Campane suonerebbero per chiamare a una Messa?
Ma lasciatemi ridere, ma lasciatemi ridere.

Alfonsina Storni


nadia magnabosco, Mela, la prima strega

Quando il mito è una componente viva del culto e non degenera in folclore, le attività della Dea legate alla morte sono considerate parte di un ciclo a lungo termine che perpetua la vita: intimamente legata alla morte e alla rinascita, Iside era una grande conoscitrice della magia e fu il modello per innumerevoli streghe. Benché tutte le dee abbiano potenzialmente i tratti della strega, poche li manifestano in sommo grado; è facile che le incarnazioni più potenti e multiformi della divinità femminile - come Iside, Ecate e Kali - siano ridotte allo stereotipo monodimensionale della strega da parte degli increduli. Può essere che questo atteggiamento renda più facile alla mente umana porsi di fronte a quegli esseri pericolosi e imprevedibili, sì da permettere di ignorarli o attaccarli senza timore di castighi.

Shahrukh Husain


marilde magni, Vita obliqua

Poiché se non vi è orrore dove non vi è immaginazione, non vi è orrore fuori di noi che non rifletta quello che è in noi.

Ursula K. Le Guin


nadia magnabosco, il grande gioco

Una strega di mezz'età, io-
aggrovigliata nelle mie lunghe braccia,
il volto immerso nella lettura
e la bocca aperta,
pronta a narrarvi una o due storie.

Anne Sexton


marilde magni, Lunatica (particolare)

Coloro che rifiutano di ascoltare i draghi sono probabilmente condannati a passare la loro vita nella rappresentazione degli incubi dei politici. Ci piace pensare di vivere nella luce del sole, ma il mondo per metà è sempre nelle tenebre, e la fantasia, come la poesia, parla il linguaggio della notte.

Ursula K. Le Guin


nadia magnabosco, La strega quotidiana

Ma conosco pure un'altra vita ancora. Conosco e la voglio e la divoro truculentamente. E' una vita di violenza magica. E' misteriosa e ammaliante. In lei i serpenti si allacciano mentre le stelle tremano. Gocce d'acqua stillano nell'oscurità fosforescente della grotta. In questo buio i fiori si avviluppano in giardino fiabesco e umido. E io sono la strega di questo baccanale muto. Mi sento vinta dalla mia stessa corruttibilità. E vedo che sono intrinsecamente cattiva. E' solo per pura bontà che sono buona. Vinta da me stessa. Che mi guido verso i cammini della salamandra, genio che governa il fuoco e lì vive. E mi do in offerta ai morti. Faccio incantesimi nel solstizio, spettro di drago esorcizzato.

Clarice Lispector


marilde magni, Grande maga e Ginger

Il drago… una creatura del male che si erge strisciando , minacciosa e inspiegabile, dall'inconscio stesso dell'artista, è vivo, tremendamente vivo. Spaventa i bambini, l'artista, e tutti noi. Ci spaventa perché è parte di noi, e l'artista ci costringe ad ammetterlo. …abbiamo incontrato il nemico, ed egli è noi.

Ursula K. Le Guin



nadia magnabosco, Rosso tempo

Nella Storia le streghe le hanno impiccate,
ma io e la storia,
troviamo gli incantesimi
di cui abbiamo bisogno, ogni giorno.

Emily Dickinson


marilde magni, Vita stregata

Tutti gli studiosi che si sono interessati alle fate riconoscono lo stretto legame che esiste tra queste e le streghe. Secondo me il culto delle fate esistevano ancora meno di tre secoli fa ed era praticato dalle persone conosciute col nome di streghe. Ho fatto notare che molte credenze e molte pratiche delle streghe coincidevano con quelle di una razza nana ancora esistente, cioè dei Lapponi. Il Diavolo e le streghe entravano liberamente sui colli delle fate e si diceva spesso che il Diavolo fosse "un uomo delle fate ".

Margaret A. Murray



nadia magnabosco, Blu sogno blu incubo

Desiderosa di stabilire un contatto, e tuttavia mostruosa agli occhi di coloro che vedono solo la sua forma esteriore, essa appare ai cercatori di tesori. Oggi opponiamo resistenza a questa donna grinzosa e verrucosa quando appare nei nostri sogni o nelle nostre fantasie, e proviamo solo orrore per il suo desiderio di trasformare se stessa e noi. Le fiabe ce l'hanno fatta conoscere come Baba Yaga o la strega. Un terrore per coloro che la respingono o cercano di abbindolarla, essa vive in una capanna nei boschi dell'inconscio, tagliata fuori dal mondo cosciente della vita di tutti i giorni.

Jane R. Prétat


marilde magni, Quella strega della prof di matematica

Non troverò un archetipo vivente nella mia libreria o nell'apparecchio televisivo. Lo troverò soltanto in me stessa: in quel nucleo di individualità che si trova nel cuore della comunità oscura. Soltanto l'individuo può alzarsi e avvicinarsi alle finestre della sua casa e guardare fuori, nelle tenebre. A volte ci vuole un coraggio considerevole per farlo. Quando si aprono le tende, non si sa cosa ci può essere fuori nella notte.

Ursula K. Le Guin


nadia magnabosco, La luna in fondo al pozzo

Nella sua immagine primigena la strega è innanzitutto un simbolo in cui è confluito l'aspetto negativo, oscuro, pernicioso e castrante che l'uomo ha attribuito all'archetipo femminile. Come tale è stata imparentata con divinità lunari e notturne ed ha ispirato innumerevoli opere d'arte: quadri, poemi, racconti, fiabe, romanzi.

Serena Foglia


marilde magni, Gabbiadimatti

Noi crediamo erroneamente che tutte le streghe fossero vecchie, ma la donna straordinariamente bella aveva la stessa probabilità di essere considerata una strega della brutta vegliarda: gli effetti del potere sessuale della donna bella andavano a convalidare la credenza secondo cui avesse fatto un patto con il diavolo. Le donne erano considerate più vulnerabili alle seduzioni diaboliche perché irrazionali e maggiormente guidate dai loro istinti sessuali. E nessuna donna era più sensibile agli artifici del diavolo di quella che stava invecchiando.


Nancy Friday


nadia magnabosco, Piccole streghe crescono

La baba-jaga sotto sotto non è del tutto cattiva e può perfino rivelarsi soccorrevole ; incarna in modo meraviglioso il doppio aspetto della Grande Madre. Le antiche dee, Iside, Demetra ecc., possedevano questi due aspetti. Nei paesi cattolici l'aspetto luminoso della Grande Madre, dell'anima e della donna è stato proiettato sulla Vergine Maria, mentre quello conio, rimosso, s'incarnava nella figura della strega. La baba-jaga rinvia a una figura della Grande Madre di tipo arcaico, nella quale il positiva e il negativo sono ancora mescolati. E' piena di forze di distruzione, di desolazione e di caos ma, contemporaneamente, può essere soccorrevole.

Marie-Louise Von Franz


marilde magni, Gruppo di maghe

In quanto saggia anziana e Signora del calderone, la Vecchia conosce i segreti della rigenerazione e molti sono convinti che la conoscenza dei suoi cicli di morte e rinascita si sia tramandata attraverso le generazioni, malgrado un olocausto durato tre secoli in cui milioni di donne furono uccise da persecutori nei quali la paura delle tenebre di ciò che non si conosce si era trasformata in terrore nei confronti del grembo femminile e della donna in generale.


Jane R. Prétat


nadia magnabosco, giocodell'oca n. 5


L'ultima strega l'hanno bruciata viva
Più di ottantat'anni fa
Con l'erba maleodorante, col gatto parlante,
Ma i bambini ci hanno guadagnato,
Il latte di mucca ha la panna alta un dito.

Sylvia Plath



marilde magni, Gioventù bruciata

Poiché se non vi è orrore dove non vi è immaginazione, non vi è orrore fuori di noi che non rifletta quello che è in noi.

Elinor Childe

 

vedi recensione "Il ritorno delle streghe " di Marcella Busacca

8 agosto 2005