Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

La Cassandra di Ida Marinelli

di Marcella Busacca

L’attrice  Ida Marinelli in questi giorni è al Teatro Elfo Puccini di Milano dove interpreta “Cassandra” ispirato all’omonimo  romanzo di Christa Wolf .
 Cassandra, Christa e Ida tre donne che si rispecchiano l’una nell’altra o sarebbe meglio dire Ida che interpreta il personaggio di Cassandra usando le parole e attraverso la ricostruzione di Christa.
Alla base c’è il personaggio di Cassandra che, per aver respinto l’amore di Febo Apollo, riceve il dono della preveggenza accompagnato però dalla condanna a non essere creduta. Christa Wolf incontrò la prima volta Cassandra leggendo la trilogia di Eschilo e in modo particolare l’Agamennone dove appare in una parte marginale il personaggio della figlia di Ecuba e Priamo. Figura però non secondaria nello svolgimento della tragedia perché predice, non creduta, l’uccisione del re  ad opera della moglie Clitennestra e di Egisto suo amante. Da quel momento la scrittrice tedesca ha cercato tutte le tracce della sacerdotessa di  Apollo negli scritti antichi che spaziano dai poemi omerici all’Eneide di Virgilio, dalle tragedie antiche alla drammaturgia più recente fino a costruire il libro che porta il suo nome “Cassandra”. Rispetto al personaggio mitologico la creatura di Christa non si limita a profetizzare il futuro, non creduta, ma giudica il comportamento degli uomini e delle donne di Troia e dei nemici greci giunti per distruggere la città di Paride il rapitore di Elena.
 Nella scena del teatro Puccini Ida Marinelli sogna sdraiata su un letto insanguinato. Incubi atroci la costringono a svegliarsi. Non è più a Troia, distrutta con l’inganno del cavallo, ma in una carretta alle porte di  Micene in attesa di conoscere il suo destino di schiava. Vivrà o sarà messa a morte come il suo padrone Agamennone? E mentre è in attesa le scorrono sotto gli occhi i ricordi che trovano nelle sue parole accenti terribili: di amore per i fratelli (ma non Paride), per le sorelle in modo speciale Polissena bella e felice nei suoi sogni adolescenziali e di odio per Achille, la bestia che è una macchina da guerra (riferimento chiaro ai soldati nazisti). Per il padre e la madre ha accenti di pietà, ma anche di rimprovero perché li vede  ancora rinchiusi nel loro regale distacco. La condizione delle donne è segnata dal doppio sfruttamento degli uomini di famiglia e dei nemici una volta che le hanno catturate e ridotte in schiavitù. La donna si presenta coperta di stracci e con le catene ai polsi che però brandisce contro i suoi nemici. Nelle sue parole scorrono immagini potenti: l’arrivo delle amazzoni che però non riescono a capovolgere il destino della guerra e a salvare  Troia, e il  cavallo che permette ai guerrieri Greci di penetrare nella città e metterla a ferro e fuoco. Enea fugge, nonostante le avesse promesso amore e il fuoco che rosseggia sulle rovine di Troia preannuncia quello delle uccisioni nella reggia di Micene suo ultimo approdo.

Lo spettacolo è in programmazione nella sala Fassbinder del teatro Elfo Puccini fino al 12 Febbraio2012

29 gennaio 2012