Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

L'espressionismo tragico e visionario di Ligabue

di Ugo Siciliano

Grande merito della mostra su Ligabue, che si svolge dal 28 maggio al 18 settembre nelle due sedi di Reggio Emilia (Palazzo Magnani) e Gualtieri (Palazzo Bentivoglio), è quello di staccare di dosso al pittore l'appellativo di naif. Egli ha poco a che vedere con un'arte ingenua e serena come quella dei pittori naif. Possa piacere o meno questo genere di arte, non riguarda un grande pittore come Ligabue. La sua è una pittura con forti legami con l'espressionismo tedesco. L'autore ha risentito degli insegnamenti del pittore Mazzacurati e indirettamente di alcune tendenze coloristiche che si affermavano negli anni trenta a Roma. L'abbandono, la miseria, la pazzia, le peregrinazioni della sua triste esistenza hanno contribuito certamente a determinare un'arte drammatica e potente che ha molti punti in comune con quella altrettanto intensa, ma molto più importante e rivoluzionaria, di Van Gogh. Alcuni critici fanno rilevare la forte affinità tra l'arte di Ligabue e quella del Doganiere Rousseau. Entrambi traggono ispirazione dalle stampe illustrate, ma, mentre nel primo prevale un esotismo fantastico e misterioso, il secondo trova nel mondo degli animali, nei loro conflitti e nella lotta per la sopravvivenza, un esempio di eroismo privo di quell'inganno che caratterizza la vita degli umani. Si racconta che, a coloro che lo schernivano Ligabue rispondesse: "A me faranno un film , quando sarò morto, a me faranno una grande mostra a Parigi, a me faranno un monumento" La consapevolezza di questa sua grandezza è del tutto evidente nei suoi ritratti che, per la forza espressiva, fanno pensare a quelli di Van Gogh.
La ricchezza della mostra (cento dipinti, novanta tra disegni e incisioni e settanta sculture) consente di rivalutare l'opera di un artista straordinariamente ricco di fascino ed ancora debitore alla critica di una nuova e più giusta rilettura, ma che non mancherà di affascinare i visitatori amanti della pittura.

23 giugno 2005