Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

     La Pinacoteca Ambrosiana a Milano

di Marcella Busacca

A due passi dal Duomo di Milano in piazza Pio XI c'è la Pinacoteca Ambrosiana, fondata nel 1618 dal Cardinale Federico Borromeo e collegata alla Biblioteca, da lui creata  nel 1609.

Lo scopo di entrambe le istituzioni era quello di rafforzare il potere della chiesa cattolica nel periodo della Controriforma con la creazione di persone istruite su testi che l'istituzione religiosa considerava fondamentali per il consolidamento della fede contro le eresie protestanti e con l'educazione di artisti che, con le loro opere devote, educassero le masse degli ignoranti. Infatti accanto alla collezione di opere  che il cardinale aveva collezionato era nata una scuola di pittura e di scultura.  Nel corso dei secoli sia la biblioteca che la galleria si sono arricchite di donazioni e oggi rappresentano una meta affascinante per lettori e visitatori nel cuore della città. La galleria è formata da 24 tra sale e saloni dove sono esposte opere che vanno da pitture del Quattrocento a opere del Novecento.

Tra i capolavori spiccano “Il ritratto di musico”di Leonardo,

la cui storia è affascinante per le varie attribuzioni del soggetto: da Gian Galeazzo Visconti a  Ludovico il Moro giovane; la ripulitura dell'opera mise in evidenza il cartiglio con note musicali e si pensò a Franchino Gaffurio, fondatore del coro del Duomo di Milano. “La canestra di frutta” di Caravaggio

è una straordinaria natura morta in cui il realismo raggiunge un livello strepitoso: ogni frutto è leggermente guasto  perché ha raggiunto la maturazione e comincia a sciuparsi, come le foglie che sono accartocciate. Al tempo stesso copia della realtà ma anche vanitas vanitatum. Il grande cartone della scuola di Atene di Raffaello è un documento eccezionale sia per il livello di conservazione,

ma anche perchè permette di valutare l'ideazione e i cambiamenti apportati dall'artista nel celebre dipinto del Vaticano. Passeggiando nelle varie sale si incontrano dipinti di Tiziano e della sua scuola, 

di Botticelli, di Bramantino,

di Luini.
Ricca la collezione di artisti lombardi del Seicento che furono i divulgatori della fede cattolica attraverso una pittura al tempo stesso agiografica e realistica:i santi sono uomini e donne spesso in attitudini quotidiane, ma che l'aureola e la presenza di angeli trasporta in un regno di beatitudine.  Accanto ai quadri vi sono oggetti curiosi come i guanti di Napoleone indossati a Waterloo o un ricciolo di Lucrezia Borgia che aveva entusiasmato Byron e D'Annunzio.L'edificio, sorto sul foro romano, è arricchito dal chiostro della vicina chiesa di San Sepolcro e ristrutturato in una sua parte negli anni trenta del novecento chefa da cornice al settore moderno del museo. Nelle sale sono esposti a turno i libri più preziosi della biblioteca: da un'Iliade del V secolo al manoscritto dell'Eneide su cui Francesco Petrarca fece delle annotazioni di suo pugno, dal “De divina proportione” di Luca Pacioli alle pagine del Codice Atlantico di Leonardo.

La pinacoteca è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18

14 febbraio 2015