Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

Las Américas Latinas
"Le fatiche del desiderare"

di Ugo Siciliano

 

Lo spazio Oberdan di Milano presenta  dal  21 Maggio al 4 ottobre 2009 una ricca panoramica dell’arte nell’America Latina, curata da Philippe Daverio con la collaborazione di Elena Agudio e Jean Blanchaert,dal titolo molto significativo:”Las fatigas del querer.”
Le fatiche del desiderare: la faticosa ricerca indica spesso il desiderio di una società migliore che corrisponde ai fermenti ed alle novità politiche che, tra forti contraddizioni, caratterizzano oggi il continente sudamericano.
La foto di Tina Modotti che rappresenta la falce e il martello sopra un sombrero dà subito il segno del carattere sociale di tutta la mostra. Gli autori presenti sono brasiliani, argentini, messicani, cubani, cileni, colombiani e anche dell’Uruguay e del Venezuela e del Guatemala.
L’argentina Alejandra Mettler ha composto con quadrati lavorati all’uncinetto la frase “Estamos unidos” che suggerisce sia l’esigenza dell’unità dei popoli latino-americani che un’implicita critica agli Usa che per molto tempo hanno imposto ad essi una politica imperialistica
Jacopo Borges, venezuelano, rappresenta un toro che oltrepassa un muro cadente:evidente omaggio a Berlino. Alessandro Kokocinski, nelle sue grandi tele mostra i legami con l’espressionismo mitteleuropeo. Il cubano Joel Vasquez presenta un video in cui numerosi giovani rappers esprimono la loro protesta per le limitazioni alla loro libertà. Tania Bruguera, anch’essa cubana, si ritrae in una foto  con una corazza fatta di un agnello squartato;

il riferimento è oltre che a Rembrandt anche al sacrificio dei nativi dell’isola di Cuba. Il pittore argentino Daniel Santoro, di simpatie peroniste, rappresenta una Pietà in cui Eva Peron sorregge il corpo di Che Guevara, ma al tempo stesso ne divora le viscere. La messicana Alinka Echeverria Samperio ha fotografato 80 pellegrini che vanno al santuario di Santa Maria di Guadalupe portando sulle spalle un dipinto o una scultura rappresentanti la Madonna. Nell’ultima sala Ivani Pedrosa costruisce una struttura di vetri riflettenti dentro cui una telecamera proietta l’immagine del visitatore.
L’ampia panoramica permette di conoscere gli aspetti complessi di un’arte che, pur profondamente radicata nelle tradizioni artistiche e popolari dei paesi presi in considerazione, mostra una grande attenzione ai nuovi linguaggi europei, anche perché alcuni di questi autori hanno trascorso anni della loro vita in esilio per motivi politici.

La mostra è aperta tutti i giorni, tranne il lunedì,nello spazio Oberdan di via Vittorio Veneto 2 a Milano dalle 10 alle 19.


14 settembre 2009