Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

A PROPOSITO DELL'8 MARZO

di Marcella Busacca


foto di Francesco Zaccone

 

A cent'anni dal tragico evento che ha dato vita alla festa dell'Otto Marzo,in tante ci siamo rese conto che la data stava per diventare l'occasione per un rito consumistico con aspetti anche deteriori (vedi cene tra donne con spogliarelli maschili) o tutt'al più per qualche stanco dibattito in cui fare il punto su ciò che si era guadagnato e perso in questi ultimi anni. Quest'anno invece, sia per l'attacco alla 194 che per la campagna elettorale che ha fatto emergere la fragilità della condizione pubblica delle donne italiane, l'Otto Marzo è tornato ad essere un momento di lotta e di seria riflessione.
Un gruppo di artiste ha colto l'occasione per esporre allo Spazio Tadini di via Jommelli 24 a Milano delle opere nate dalla collaborazione di ognuna di loro con la scrittrice Ada Celico autrice del libro "Una casa di carta per mia madre".
Zina Borgini, Maria Amalia Cangiano, Anna Finetti, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Sandra Mazzon, Maria Micozzi, Elisabetta Pagani, Lucrezia Ruggieri, Celina Spelta e Teri Volini, dopo aver letto il libro si sono incontrate con la scrittrice e nel dialogo con lei hanno rivisto ciò che avevano letto e lo hanno rappresentato con il linguaggio artistico a loro più congeniale. Un abito bianco nasce dalle pagine del libro, la cui carta è usata come un gomitolo e lavorato ai ferri, il libro stesso fa da base a una farfalla imprigionata, in una grande tela c'è una bambina dall'aria spaurita e spavalda ad un tempo, oggetti di uso comune come ciotole alludono al lavoro domestico, ma anche sono simboli dei seni femminili. In molte opere si allude al doppio sia al rapporto madre-figlia nell'infanzia che a quello figlia-madre nella vecchiaia. Ma come la donna anziana trae nuova vita dalle parole della figlia così la storia narrata nel romanzo si vivifica del contributo di altre voci ed altri linguaggi. Una madre ha dato la vita e la parola alla figlia. Questa si è impadronita di nuovi saperi e nuove conoscenze e le ha mescolate con quelli di altre donne, mettendo a disposizione di chi ha partecipato agli eventi delle tre giornate una vera espressione di libertà femminile di cui abbiamo tutte di bisogno in questo periodo.

13 marzo 2008