Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

ARTE LOMBARDA DAI VISCONTI  AGLI SFORZA

di Ugo Siciliano

L'esposizione di Palazzo Reale a Milano si richiama esplicitamente alla famosa mostra del 1958, curata da  Gian Alberto Dell'Acqua e Roberto Longhi, che contribuì a far conoscere il ruolo della città di Milano come polo della cultura rinascimentale contro una tradizione che legava questo movimento prevalentemente a Roma, Firenze e Venezia. Nella mostra di oggi appare evidente l'intreccio tra la cultura fiorentina e quella lombarda a partire dall'influenza di Giotto, di cui si trova traccia nell'affresco  da poco restaurato della vicina chiesa di San Gottardo.
La mostra, che ha un  andamento cronologico dal 1277 al 1535, si apre con Azzone Visconti che accoglie a Milano artisti toscani come Giovanni di Balduccio, autore dell'arca di Pietro Martire in Sant'Eustorgio e della tomba dello stesso Azzone in San Gottardo in Corte.

Nella sezione successiva, che si riferisce a Gian Galeazzo Visconti, sono presenti codici miniati e lavori di oreficeria che testimoniano la ricchezza delle botteghe milanesi, accanto ad essi gli avori della bottega degli Embriachi. Straordinariamente realistico il ghepardo acquarellato su pergamena di Michelino da Besozzo

che richiamo il serraglio dei signori di Milano ricco di bestie esotiche.
Nel 1386 inizia la costruzione del Duomo di Milano e contemporaneamente quella della Certosa di Pavia: arrivano in Lombardia artisti ed artigiani di cui la mostra dà larga testimonianza.
Nel periodo successivo,caratterizzato dal governo di Filippo Maria Visconti, permangono gli elementi tardo gotici della pittura come “La Madonna del Roseto” di Michelino da Besozzo

e le carte da gioco di Bonifacio Bembo,

di cui è presente ancheuna piccola tavola “L'incoronazione di Gesù e della Vergine”.

Francesco Sforza segna un profondo cambiamento non solo nella politica, ma anche nella economia e nelle arti. Lo stile tardo gotico lascia il posto all'arte del rinascimento.  Di Vincenzo Foppa, che ha  affrescato la cappella di Pietro Martire in Sant'Eustorgio, c'è in mostra la “Presentazione di Gesù al tempio”

che richiama lo sfondo della “Sacra conversazione” di Piero della Francesca. Del Bergognone sono presenti numerosi dipinti caratterizzati da profonda spiritualità.

Lo sculture Amadeo, Bramante e il suo allievo Bramantino, Zenale e Butinone e i seguaci di Leonardo concludono la mostra che trova il suo ideale seguito in quella dedicata a Leonardo da Vinci e al suo rapporto con Ludovico il Moro ultimo signore di Milano libera e potente.

La mostra è aperta fino al 28 Giugno 2015:
lunedì dalle 14,30 alle 19,30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9,30 alle 19,30
giovedì e sabato dalle 9,30 alle 22,30

22 maggio 2015