Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 



Artemisia Gentileschi a Palazzo Braschi di Roma

di Marcella Busacca

La mostra, aperta fino al 7 Maggio 2017, celebra Artemisia Gentileschi "pittora" romana, ma anche fiorentina e napoletana.

Oltre a molte opere della pittrice sono presenti dipinti di artisti che vivono nella sua epoca,dal padre ai collaboratori napoletani. Su tutti incombe Caravaggio di cui non è presente in mostra nessuna opera, ma basta andare in musei e chiese di Roma per capire chi è il pittore che più di tutti suggestiona la giovanissima Artemisia. Orfana di madre a 12 anni, la ragazza vive nella bottega del padre Orazio Lomi Gentileschi, che per un verso la spinge a dipingere seriamente e dall'altra la fa vivere con persone di basso ceto senza occuparsi della sua educazione. Impara a leggere quasi da autodidatta, ma non sa scrivere. Da adulta imparerà a farlo e scriverà bellissime lettere a personaggi potenti e importanti tra cui la granduchessa di Toscana  e Galileo Galilei. La violenza subita ad opera di un amico del padre col conseguente processo in cui sembra che  l'accusata sia lei ed è pure sottoposta  a tortura per appurare se mente o no, la segna fortemente. Anche verso il padre prova sentimenti contraddittori perché  è convinta che lui non l'abbia protetta e difesa . E quando questi le propone un matrimonio con un uomo più anziano ella accetta e si trasferisce a Firenze dove riesce a mostrare le sue qualità ed a entrare all' Accademia del Disegno, prima donna ad avere questo riconoscimento. Studia e dipinge. I soggetti che le sono più congeniali sono le eroine bibliche o personaggi mitologici.

Un primo dipinto esposto è "Susanna e i vecchioni" in cui l'autrice fa vedere la bellezza della donna che si bagna, violata dai gesti e dagli sguardi dei vecchi che la vogliono concupire. "Giuditta e Oloferne"

è un soggetto ricorrente insieme o "Sisara e Giaele" . Una donna giovane e volitiva è pronta ad uccidere per salvare il suo popolo. Anche Lucrezia e Cleopatra sono spesso rappresentate come eroine che difendono la loro libertà e si uccidono di fronte alla'arroganza dei maschi. Maria Maddalena 

affascina la pittrice col suo fascino e la sua storia di riscatto.  Artemisia ama dipingersi in vesti allegoriche come pittura o come musica. Divenuta pittrice affermata a Firenze vive un periodo felice. Poi torna a Roma e da lì a Napoli dove apre bottega ed è considerata una vera maestra riceve commissioni importanti come il ciclo di quadri per il duomo di Pozzuoli. Giovani artisti vedono in lei un punto di riferimento perché ella sa coniugare l'interesse per il realismo alla ricerca della monumentalità di stampo classicista che è una costante della pittura italiana della prima metà del Seicento come nel dipinto  di Danae

coperta dalla pioggia d'oro. Il padre si è trasferito a Londra e Artemisia lo raggiunge per aiutarlo nell'ultimo periodo della sua vita. Chissà  se il soggiorno a Londra di Artemisia, di cui si sa poco, sia servito a chiarirsi col padre.Ritornata a Napoli vi rimane fino alla morte.

La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 a Palazzo Braschi di Roma.


26 gennaio 2017