Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

ARTS &FOODS  
RITUALI  DAL 1851

di Ugo Siciliano


Alla Triennale di Milano in via Alemagna 6  una mostra sul cibo , i suoi riti e l’arte integra brillantemente l’EXPO milanese: infatti è possibile visitarla gratuitamente col biglietto dell'Expo.  La mostra si sviluppa in tre sezioni su basi cronologiche, a partire dal 1850, che illustrano il  rapporto degli uomini col cibo,  i luoghi dove esso si produce, si mostra e si consuma. Duemila opere d’arte provenienti da moltissimi musei e da collezioni private di ogni parte del mondo testimoniano l'interesse degli artisti per il cibo. Dalle nature morte del  Naturalismo ottocentesco all’Arte Povera e alla Pop Art americana. Non manca la musica e il suo rapporto con le cibarie (chi non ricorda la Pappa col pomodoro di Rita Pavone? ). Ci sono anche stazioni olfattive dove il visitatore può sentire profumi di cibo. E poi stoviglie di ogni epoca, mobili di ogni tendenza di buono e di pessimo gusto.
Spesso capita di incontrare lungo i circa 7000 metri quadrati della mostra delle cose che “avevamo buttato” o semplicemente “desiderato avere”. Nella prima sezione che riguarda il periodo dal 1850 al 1950 ci sono dipinti di Monet,

Renoir, De Nittis, (di cui è presente un quadro che raffigura la colazione della moglie e del figlio, testimonianza dell'eleganza della borghesia parigina) alternati a mobili del periodo Biedermeier, Art Noveau e Liberty. Picasso, Braque, Boccioni, Ensor segnano il passaggio nel nuovo secolo. Sono anche rappresentati interni di abitazioni private e di locali pubblici.

Le nature morte di De Chirico, mescolando pesci e antiche statue,

ci immettono in un clima filosofico metafisico e dialogano con le opere dadaiste. La seconda sezione va dal 1950 al 1970. Andy Wharol mostra le sue lattine Campbell e Daniel Spoerri espone tavole con resti di cibo e "l'angolo del suo ristorante". Gli oggetti presenti sono quelli di una vita all'insegna delle macchine che hanno rivoluzionato la vita delle casalinghe. E' il trionfo del consumismo. Man mano che si procede nella visita della mostra ci si immette nei rituali legati al cibo. Non più tavole per molti commensali, ricchissime quelle della borghesia, povere e con tanti in attesa del poco cibo a disposizione quelle dei contadini, ma spazi ridottissimi dove si mangia in solitudine. L'ultima sezione è la più spettacolare:  dal pesce gigantesco di Frank O. Gery

alle installazioni di Merz, alla casa di pane di Urs Fischer. Si alternano i simboli dello sfrenato consumismo alle immagini agghiaccianti dei morti per fame in Africa. Completa la mostra una gigantesca bottiglia di ketchup nel giardino della Triennale.

Questa è la vera mostra dell'Expo, non quella curata da Sgarbi accanto ai prodotti di Eataly che probabilmente rappresentano meglio l'identintità italiana dei quadri e delle sculture che il critico ha affastellato senza un vero percorso.
La mostra è aperta tutti i giorni fino al 1 Novembre dalle ore 10 alle 23

foto di Ugo Siciliano

14 settembre 2015