Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

Avanguardia Russa Esperienze di un mondo nuovo.

di Marcella Busacca

La mostra di Vicenza che presenta in Italia per la prima volta  opere di artisti dell’avanguardia russa appartenenti a musei minori della Russia, vuol dimostrare un assunto affascinante: l’arte che ha rivoluzionato il concetto di pittura con la nascita dell’astrattismo ha avuto in Russia un legame con la forma più tradizionale della espressività locale: l’icona.
L’Avanguardia russa nasce con due gruppi di artisti molto diversi tra loro: i neo-primitivisti e i cubo-costruttivisti. In entrambi è fortissima la ricerca di nuove forme e nuovi linguaggi che li allontanino dall’arte tradizionale, ma anche che li faccia distinguere dalle forme nuove che si stanno affermando in Occidente anche se in entrambi i gruppi è fortissimo l’interesse per il Futurismo italiano. Il gruppo di Natal’ja Goncarova e Michail Larionov “Fante di Quadri” cui si avvicinarono anche Tatlin

e Malevic cercava di liberarsi del peso della cultura borghese, pur così esile in Russia, e andava alla ricerca di forme primitive e,  perciò, pure da imitare: la Goncarova sosteneva che la loro ispirazione veniva da oriente e dalla cultura popolare e che loro dovevano ancora liberarsi dalla polvere della cultura occidentale.

L’icona serviva a svelare  la sacralità della religione e il messaggio di verità in essa contenuta; la loro pittura, che si liberava di alcune incrostazioni della tradizione occidentale, contemplava nei nuovi oggetti della loro espressione artistica una segreta verità. Ogni quadro è affiancato da  un’icona scelta tra le migliaia in possesso della Banca Intesa (una delle più ricche collezioni dell’Europa occidentale). Verticalità, uso del colore, ieraticità e altri elementi si rincorrono in questi affascinanti accostamenti. Poiché la maggior parte delle opere proviene  dal museo di Ivanovo i curatori della mostra hanno voluto creare una sezione della stessa con i “tessuti di propaganda” prodotti dalle fabbriche tessili di Ivanovo-Voznesensk, autentica città futurista dove lavorarono alcune artiste come Ol’ga Rozanova,

Aleksandra Ekster e Ljubov’ Popova. Era il contributo dato dagli artisti alla rivoluzione d’ottobre e alla costruzione di un nuovo mondo dove l’arte non fosse appannaggio dei ricchi e puro oggetto ornamentale. Ma questa è rimasta un’utopia.

Galleria d’Italia Palazzo Leoni Montanari Vicenza
11 Novembre 2011-26 Febbraio 2012

17 dicembre 2011