Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

Francis Bacon a Milano

di Marcella Busacca

Cosa ha spinto l'artista a diventare un pittore ce lo dice lui stesso nel bellissimo video che accompagna la mostra a Palazzo Reale di Milano. Bacon ci racconta la sua vita di adolescente solitario in bilico tra desiderio di affermazione e difficoltà di rapportarsi con le altre persone.
Andato via di casa a diciassette anni (cacciato forse) si sarebbe perduto nella follia se non avesse scoperto la possibilità di dipingere e di rappresentare con i colori e con i segni la realtà. Ma quale realtà? L'amore per gli oggetti e la materia sembra farlo propendere per il designer, ma in verità il suo desiderio non era tanto quello di creare nuovi strumenti per la vita pratica quanto di entrare dentro alla natura, ai corpi, deformarli per dare loro una nuova vita. I corpi rappresentati sono sottoposti a torsioni dolorose, sembrano sopravvissuti a malattie mutilanti.

Rosa carne e sangue coagulato, colori violenti su cui sembra essere passato un mutamento genetico. In una sala di Palazzo Reale,dove si svolge la mostra, è stato ricostruito il suo studio dove per oltre trent'anni si è consumata la sua straordinaria avventura pittorica. L'accumulo di tele e di oggetti ci spiega il suo lavoro ossessivo e la cura maniacale nella preparazione e nella esecuzione. Certi volti l'hanno perseguitato, per esempio il ritratto che Velasquez fece al papa Innocenzo X. Le riproduzioni utilizzate erano insoddisfacenti, ma quando visitò Roma volutamente tralasciò la galleria dove l'opera era esposta, perché i suoi quadri col volto del papa erano altro rispetto al capolavoro di Velasquez.
La mostra ci presenta un centinaio di opere che vanno dalle quelle della giovinezza a quelle della vecchiaia. Chi visita la mostra si addentra in percorso accidentato e coinvolgente dove non c'è spazio per il piacevole o il ripetitivo. Tutto è nuovo e violento e, se a volte, come nelle ultime opere, sembra aprirsi uno spiraglio di serenità, il tormento di dover esprimere nuove sofferenze e deformità sembra avere il sopravvento.

La mostra è aperta fino al 29 giugno tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. Giovedì dalle 9,30 alle 22.30
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30

5 maggio 2005