Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

UN VIAGGIO NEL RINASCIMENTO
IL MUSEO BAGATTI VALSECCHI

di Marcella Busacca

Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi negli ultimi decenni  dell’Ottocento decisero di vivere come principi    rinascimentali nei loro due palazzi di via S. Spirito a Milano, ristrutturati in modo da somigliare a edifici del periodo tanto amato. Il progetto  rispondeva  a un grande desiderio di recuperare il passato glorioso di Milano inserendolo nel fervore per la costruzione della nuova Italia cui l’aristocrazia lombarda voleva dare il suo contributo : guardare al passato per proiettarsi con nuove forze verso il futuro.  Fuori di casa non disdegnavano la vita moderna e le comodità del loro tempo, persino le audacie. Fausto fu più volte multato per aver attraversato il centro di Milano a bordo del suo velocipede dall’altissima ruota anteriore che è conservato in uno dei cortili del doppio edificio. Ma dentro casa tutto doveva sembrare fermo ai primi decenni del  ‘500!  I due palazzi con pochi cambiamenti, almeno nelle parti più belle, sono rimasti alla famiglia fino al 1974 quando l’ultimo erede decise di farne dono a una fondazione che nel 1994 aprì i suoi spazi come museo.

L’aspetto affascinante della visita alla casa museo è dato dalla ricchezza di oggetti accumulati che vanno  da affreschi  a soffitti e pareti di legno , da armature a mobili e oggetti di arredamento,  da sculture a celebri dipinti , ma anche dalla audacia inventiva dei due fratelli che,  quando l’oggetto non era completamente adatto ad essere inserito nello spazio prescelto,  chiedevano che venisse  integrato ad  esperti artisti-artigiani. Noi spesso inorridiamo di fronte alle ricostruzioni arbitrarie di edifici e interni antichi, ma a Palazzo Bagatti Valsecchi ciò è avvenuto con discrezione e grazia spesso valorizzando con l’integrazione il manufatto giunto a noi alquanto deteriorato. Si penetra nell’edificio attraverso una scala che porta al piano nobile dove si sviluppano gli ambienti più importanti: camere da letto, sale,  saloni, camere da pranzo

e il corridoio delle armature scenograficamente esposte in una apposita galleria. Persino la sala da bagno è fatta alla maniera antica. Nelle camere da letto vi sono teche contenenti oggetti preziosi che vanno dall’oreficeria islamica a quella bizantina, da preziose sedie appartenute a religiosi a mobili raffinatissimi. I quadri e le sculture corrispondono al gusto degli abitanti. Cassoni toscani e pareti in legno, armadi- sculture come si usavano nel  Rinascimento; persino piccoli mobili per bambini. L’opera più preziosa è la Santa Giustina di Giovanni Bellini

che abbellisce la camera da letto di Giuseppe e di Carolina Borromeo. La più interessante per la rarità è il letto della stanza di Fausto con scene del  Vecchio e Nuovo Testamento.

Impreziosiscono alcuni spazi bellissime vetrate che fanno da elementi divisori.
Il museo può essere visitato tutti i giorni dal martedì  alla domenica dalle ore 13 alle 17.45

11 marzo 2015