Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

BARBARA, BENEDETTA, REGINA
Omaggio alle donne del Futurismo

di Marcella Busacca

Alla  Permanente di Milano in via Turati dal 7 al 22 di Febbraio 2009 c’è una piccola mostra che si inserisce nei festeggiamenti per i 100 anni del movimento futurista. Essa è costruita sulle opere di tre artiste a cui è dedicato il volume “Le futuriste italiane nelle arti visive” di Mirella Bentivoglio e Franca Zoccoli che sarà presentato giorno 10 febbraio alla presenza di Gillo Dorfles.
Una strada tutta in salita quella delle donne in un movimento che si dichiarava apertamente antifemminista perché intrinsecamente antidemocratico ed esaltatore della violenza e della guerra. Non a caso le tre artiste prese in considerazione si affermano negli anni Trenta quando il futurismo sembra un movimento in crisi o moribondo e che ritrova un sussulto nell’esaltazione del movimento legato a mezzi di locomozione divenuti familiari come motociclette ed aerei.
Olga Biglieri Scurto detta Barbara nasce a Mortara nel 1915. Nel 1933 si iscrive al corso di volo e all’Accademia di Brera.




Durante il fascismo non doveva essere facile per una donna fare simili scelte, specie dal momento in cui il regime voleva le donne in casa e a far figli!

All’attività di pittrice Barbara alterna quella di giornalista per riapprodare alla pittura da anziana e a un linguaggio lontano  da quello della sua giovinezza.
Benedetta Cappa firma le sue opere col solo nome perché è la moglie di Marinetti.

Il suo maestro è stato però Balla presso cui  ha studiato a Roma, pur essendo di famiglia piemontese.

Nel 1929 firma il Manifesto dell’aeropittura. Nelle sue opere esprime un desiderio di libertà e di amore per il movimento che contrasta con la materia degli oggetti dipinti:navi aerei e treni. L’acquarello con le sue trasparenze sembra contrastare con la materia e adombrare le ali delle farfalle e la trasparenza dei fiori.
Regina Cassolo  dopo gli studi all’Accademia di Brera e a Torino aderisce  al Manifesto tecnico dell’aeroplastica.


Il materiale privilegiato nel suo lavoro di scultrice è l’alluminio che si presta a movimenti dinamici e col suo colore ferreo esalta e smentisce la sua naturale durezza. Nel corso degli anni a venire ricorre alla celluloide e al plexiglas con un interesse sempre nuovo e fecondo tra arti applicate e scultura astratta.

9 febbraio 2009