Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


BELLOTTO E CANALETTO: lo stupore e la luce
ALLE GALLERIE D'ITALIA  A  MILANO

di Ugo Siciliano

La mostra dei due  vedutisti veneti  del '700 è interessante per vari motivi: il numero e la qualità delle opere, la ricca ed interessante documentazione delle tecniche pittoriche dei due artisti e la chiarezza delle indicazioni sulle opere. Numerosi dipinti  provengono da Varsavia e Dresda

dove operò Bellotto, le cui opere su Varsavia furono utilizzate per la ricostruzione della città dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Antonio Canal detto Canaletto innovò il  vedutismo utilizzando tecniche moderne; nella sua bottega si formò il giovane Bellotto, suo nipote che  in onore dello zio si firmava anche lui Canaletto. Canaletto e il nipote accoglievano nel loro studio viaggiatori che amavano portare nei paesi di origine una testimonianza delle bellezze di Venezia.

Nei dipinti dei due era rappresentato, sullo sfondo dei luoghi più belli e più caratteristici di Venezia,

tutto un  variegato mondo di ricchi signori e mendicanti, piccoli venditori e marinai, religiosi e dame mascherate. I due dipingevano anche i cosiddetti Capricci, paesaggi di invenzione in cui le persone si muovevano all'interno di rovine romane o di architeture fantastiche: genere in cui eccelse l'altro grande vedutista veneziano Francesco Guardi e cognato di Canaletto. I due lasciarono  per un certo periodo Venezia, richiesti prima da signori italiani e poi da corti europee. La parte più ricca e interessante della mostra è costituita da grandi tele che Canaletto a Londra e Bellotto a Varsavia, Dresda e Pirna dipinsero;

ma mentre Canaletto ritornò a Venezia,

Bellotto rimase lontano dalla sua città natale e morì a Varsavia.  La differenza tra i due si accentuò col tempo e Bellotto cercò di interpretare in modo più libero le vedute utilizzando la luce in modo più intenso. La formazione illuministica di Canaletto lo rende più freddo e distaccato, mentre Bellotto ha più pathos e guarda con malinconia i  luoghi rappresentati. L'acqua dei canali di Venezia riflette la luminosità del cielo in Canaletto, mentre in Bellotto è l'acqua grigia che sembra rispecchiarsi nel cielo nuvoloso.


Tutte le opere esposte (cento tra dipinti, disegni e incisioni) provenienti da vari musei europei e molte per la prima volta in Italia, sono accompagnate da didascalie chiare ed esaurienti. Un filmato riproduce alcune opere mostrandone la composizione attraverso l'utilizzo della camera oscura. E' curioso vedere come in alcuni casi la verosimiglianza è solo apparente: all'artista interessa rappresentare più cose come se utilizzasse un grandangolo.

La mostra è aperta da martedì a domenica dalle 9,30 alle 19,30. Il giovedì dalle 9,30 alle 22,30

4 febbraio 2017