Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

ADRIANA BISI FABBRI  alla Permanente di Milano

di Marcella Busacca

Fino al 17 giugno 2007 è possibile visitare alla Permanente di Milano in via Turati al 34 la mostra "Adriana Bisi Fabbri e il rinnovamento della pittura italiana dell'inizio del '900".
Sono esposte oltre 150 opere della pittrice che coprono un arco di tempo che va dal 1905 al 1918. Apre la mostra il ritratto dell'autrice fatto da Boccioni suo cugino che vide le sue prime opere e la spinse a impegnarsi seriamente per diventare una vera artista e non una semplice dilettante. Chiudono la mostra le sculture di uno dei figli. Fotografie, lettere, libri, giornali testimoniano la sua vita e i contatti avuti con artisti, intellettuali e uomini politici. Socialismo e patriottismo scandiscono la sua vita. Il tratto che caratterizza alcune sue opere è la satira e la denuncia sociale che sembrano avvicinarla all'espressionismo tedesco. Non ebbe vita facile Adriana che dopo il dissesto economico del padre lasciò la natia Ferrara per andare a lavorare come sarta e disegnatrice di moda a Padova dove fu ospite dei cugini Boccioni. A Milano, dove sposò il giornalista Giannetto Bisi, frequentò gli ambienti dei futuristi e lavorò come caricaturista per molti giornali. Le sue opere sono per lo più autoritratti in abiti spesso antichi che valorizzano il suo fisico androgino o con i figli e allora il suo volto, per lo più duro, si fa dolcissimo. La sua pittura è in bilico tra il rimpianto del passato e la fuga in avanti. Espose a Venezia coi "rifiutati" perché considerati troppo moderni. Allo scoppio della guerra si lanciò nella propaganda collaborando a "Il popolo d'Italia" di Mussolini. Il terrore delle distruzioni e delle sofferenze inflitte alla popolazione civile prevale nei suoi disegni sull'esaltazione che pure fa dei soldati che combattono dalla parte giusta. Morì di spagnola nel 1918.
La mostra è aperta tutti i giorni (tranne lunedì) dalle 10 alle 20 e giovedì dalle 10 alle 22.

29 maggio 2007