Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Bramante a Milano
Le arti in Lombardia 1477-1499

di Ugo Siciliano

A cinquecento anni dalla morte di Donato Bramante il Museo di Brera gli dedica una mostra che affronta il tema del suo rapporto con la città di Milano e della sua influenza sul rinascimento lombardo.
Bramante si era formato alla scuola urbinate ed aveva lavorato con Piero della Francesca; a Milano si trovò ad operare in un momento particolarmente favorevole, l'età di Ludovico il Moro ed ebbe l'opportunità di mostrare le sue grandi qualità di architetto e pittore.  San Satiro, Santa Maria delle Grazie

e il chiostro di S. Ambrogio sono  tra le opere più note. Della sua pittura abbiamo il Cristo alla colonna

e gli affreschi staccati di Casa Panigarola.
Cinquanta opere sue e degli artisti a lui più vicini come Bramantino, Zenale, Foppa non bastano certo a dare una completa visione degli ultimo ventennio del Quattrocento in Lombardia come dice il sottotitolo della mostra,  ma danno un'idea del fermento culturale e del ruolo decisivo che in quegli anni ebbero Leonardo e Bramante, gli artefici del rinascimento milanese. In quegli anni al gusto tardogotico si sostituisce una forma d'arte legata maggiormente agli stilemi classici.
 L'affresco staccato di Vicenzo Foppa del 1485,

incorniciato in  un arco prospettico rappresenta un chiaro riferimento alla classicità, tema dominante dei dipinti di Bramante come nei soldati imponenti di solenne classicità,

gli affreschi staccati del Museo di Brera., la stessa classicità che notiamo nel famoso Cristo alla colonna  del museo milanese. Sempre di Brera è il dipinto più interessante della mostra: la Crocifissione di Bramantino di sorprendente modernità.

Il paesaggio e le figure caratterizzate da forte straniamento e solitudine fanno pensare alla migliore pittura del Novecento italiano.  
La mostra è aperta da martedì a domenica dalle 8,30 alle 19,15.

11 marzo 2015