Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

                           

 BRAMANTINO A LUGANO

di Ugo Siciliano

Il museo Cantonale d’arte di Lugano presenta fino all’11 Gennaio 2015 una mostra che dà lustro a uno dei  grandi protagonisti del rinascimento lombardo: Bramantino e propone, di fatto, un confronto con quella che Palazzo Reale di Milano ha dedicato a Bernardino Luini, considerato dai critici un suo erede.  Ma mentre Luini ha prodotto molto specie con la sua bottega che lavorò in Lombardia per tutto il ‘500, Bramantino, col suo ardito sperimentalismo, non ha dato spazio ad epigoni o a scuole. La grandezza di Bramantino è evidenziata dalla mostra di Lugano che espone una cinquantina di opere provenienti da chiese e musei italiani e stranieri. La mostra è disposta in sequenza cronologica a partire dalle sue prime opere. Ogni sala presenta un percorso storico e politico dei luoghi che videro la presenza del pittore in modo particolare la Milano dalla crisi del ducato degli Sforza alla dominazione francese.   Complesse furono le vicende che legarono la vita di Bramantino alla famiglia aristocratica dei Trivulzio per cui l’artista progettò le tombe in San Nazario e Celso e disegnò i cartoni per i dodici arazzi conservati oggi al Castello Sforzesco di Milano.  Sfortunato fu il suo soggiorno a Roma perché le opere dipinte nei Palazzi Vaticani furono distrutte per far posto ai lavori del più moderno Raffaello: Vasari commentò che alle teste di alcune figure mancava la sola parola. Bartolomeo Suardi, prima che assumesse il nome di Bramantino, dal grande artista Bramante che per tutta la vita considerò il suo maestro, apprese l’arte orafa e i primi rudimenti di scultura nella bottega dell’Amodeo. L’incontro con Bramante lo spinse a dipingere, ma anche a interessarsi di architettura. Tutte le sue opere pittoriche dimostrano la sua passione per i paesaggi urbani. Le sue prime opere come per esempio “La Madonna col Bambino” di  Boston

evidenziano anche l’influenza dei pittori ferraresi Cosmé  Tura ed Ercole de’ Roberti.
Nel “Cristo risorto” della Thyssen di Madrid

si nota una forte somiglianza col “Cristo alla colonna” di Bramante a Brera e con l’affresco di Argo del Castello Sforzesco di Milano attribuito fino a poco tempo fa allo stesso Bramante e solo di recente riconosciuta come opera di Bramantino. Tra le più belle opere presenti in mostra ci sono “L’adorazione dei magi” della National Gallery di Londra

e “Il compianto sul Cristo morto” di Bucarest;

 in entrambi i dipinti le figure sono inscritte in paesaggi fantastici di grande suggestione. L’opera più bella è probabilmente “Madonna col bambino e santi” degli Uffizi di Firenze: la classicità delle figure e del paesaggio richiamano analoghe opere di Piero Della Francesca.

La mostra si chiude con “La fuga in Egitto” della chiesa di Orselina unico dipinto dell’autore presente in Canton Ticino, restaurata per l’occasione.

La mostra è aperta dal  mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18; martedì dalle 14 alle 18 presso il Museo Cantonale di Lugano via Canova 10

17 novembre 2014