Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Carla Maria Maggi e il ritratto a Milano negli anni Trenta

di Marcella Busacca

Carla Maria  Maggi nacque  a Milano nel 1913 in una famiglia borghese che vantava come antenato Carlo Maria Maggi, autore secentesco di opere teatrali scritte in italiano e milanese e inventore della maschera di Meneghin. Fin da bambina Carla dimostrò una spiccata passione per il disegno e a quattordici anni entrò nello studio del pittore Palanti . Di carattere forte e deciso, voleva imparare sul serio a dipingere: pretese di fare copie dal vivo compresi  i nudi che non sembravano al maestro adatti come esercitazioni per la giovanissima allieva. Ritratti, nature morte e nudi caratterizzano i suoi primi lavori. Nel 1934 il suo quadro”La sigaretta”,

presentato alla Permanente di Milano, fu accolto con entusiasmo per la capacità dimostrata dalla giovane autrice nel ritrarre una donna in una attitudine spavalda, ma al tempo stesso pensierosa. La ricerca del carattere delle persone da tradurre in colori e segni la portarono a fare anche degli autoritratti. In uno si ritrae  senza nessuna velleità intellettualistica, ma come se imbracciasse lo strumento di un lavoro faticoso, chiuso com’è il suo volto tra una tela e la tavolozza che le pesa sulla mano. Una ballerina è il soggetto di un bellissimo nudo colta nell’atto di drappeggiare un abito sul corpo nella penombra di una stanza un po’ disordinata.


Il matrimonio e la nascita del primogenito interruppero la promettente carriera. Carla andò a vivere a Cuvio e pian piano smise di dipingere. Il suo ultimo quadro é del 1940. Nascose le tele e gli arnesi del mestiere in soffitta, dove il figlio Vittorio li scoprì nel 1997. La signora, ormai in là cogli anni, ammise di  avere avuto una grande passione per la pittura nella sua giovinezza; ma poi gli eventi della vita l’avevano portata a fare scelte diverse. Era stato il marito a pretendere che abbandonasse un lavoro ritenuto poco femminile? Carla non amava dipingere fiori, ma corpi anche nudi! Era stata lei stessa che aveva, pian piano, perso il gusto per un’occupazione che mal si conciliava col suo stato di signora borghese? Ormai il passato se ne era andato, ma restavano dei bei quadri ed era un peccato non farli conoscere.
Nel 2005, un anno dopo la sua morte, il National Museum of Women in the Arts di Washington le dedicò una retrospettiva.
Quest’anno anche Milano la riscopre con una mostra a Palazzo Reale aperta il 15 Giugno e che durerà fino al 5 Settembre con i seguenti orari:
lunedì dalle 14,30 alle 19,30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9,30 alle 19,30
giovedì e sabato dalle 9,30 alle 22,30