Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


Carlo Carrà alla Fondazione Ferrero di Alba

di Ugo Siciliano

 

Il mare della Liguria, le poesie di Montale, le bottiglie di Morandi, il silenzio, la pittura italiana del Trecento e tante altre piacevoli cose richiamano alla mente le opere di Carrà esposte nella bella mostra che la Fondazione Ferrero di Alba presenta fino al 27 Gennaio del 2013.
Sono passati diciotto anni dall’ultima importante mostra dedicata a Roma a questo grande pittore, uno dei più significativi del Novecento Italiano. Carlo Carrà, nato a Quargnento, in provincia di Alessandria nel 1881, dopo un primo periodo in cui fu attratto, durante i suoi studi milanesi, dalle correnti divisionistiche, si appassionò alla poetica futurista di Boccioni e Balla.

Dopo la prima guerra mondiale, cui aveva partecipato da volontario come tanti artisti suoi contemporanei, si confrontò con la pittura di De Chirico e cominciò a studiare con grande passione i pittori italiani del Trecento. Intorno agli anni ’20 maturò un suo stile personale e una poetica che non avrebbe tradito più fino alla fine dei suoi giorni:una forma d’arte capace di coniugare lo stile essenziale della pittura giottesca con la moderna visione metafisica di De Chirico. L’opera più significativa di quegli anni è “Le figlie di Lot”.

Sono caratteristiche di questo periodo anche le splendide marine della Liguria e della Versilia. 
La mostra ripercorre tutte le tappe della lunga esperienza pittorica di Carrà: dal Divisionismo al Futurismo, e alla Metafisica. Negli anni Trenta il pittore fu influenzato dal movimento “Novecento” che propugnava il “ritorno all’ordine”, privilegiando la classicità. Tra i dipinti spiccano opere che rappresentano atleti: pugili, nuotatori, calciatori. In alcune nature morte e in paesaggi appare evidente il debito nei confronti di Cezanne, che insieme a De Chirico e Giotto, è un pittore molto amato da Carrà. Nel 1965 a ottantaquattro anni dipinse una curiosa tela dal titolo “La stanza” in cui si vede una porta che dà su uno sfondo nero: anche in quest’opera realtà e immaginazione si coniugano per darci il presagio di un congedo avvertito.


Con la ricca mostra su Carrà, corredata da un bel catalogo edito da 24 ORE Cultura, la Fondazione Ferrero continua l’opera dì valorizzazione di artisti piemontesi. La scelta dell’ingresso gratuito è un ulteriore sostegno alla diffusione della cultura.
La mostra è aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19; sabato domenica e festivi dalle 10 alle 19.
 

2 dicembre 2012