Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


Fabrizio Casavola   VICINI DISTANTI
 Cronache da via Idro    
LIGERA EDIZIONI

di Marcella Busacca

Ho conosciuto Fabrizio Casavola molti anni fa quando facevo politica attiva nel P.C.I; per qualche  anno abbiamo condiviso un medesimo percorso di impegno politico. Poi ognuno di noi ha fatto scelte che ci hanno allontanato dalla comune militanza. Di tanto in tanto ci siamo ritrovati a qualche iniziativa che voleva far rinascere un barlume della vecchia politica, ma tutto era cambiato  attorno a noi dal quartiere non più operaio, alle forze politiche che spesso avevano cambiato nome e vocazione, a noi stessi che ci ritrovavamo un po’ ingrigiti e non solo nei capelli. L’altra domenica ci siamo incontrati e lui mi ha regalato un suo libro. Una delle sue grandi passioni era l’incontro con gli altri, i diversi: quelli che fanno una grande fatica sia ad integrarsi che a restare se stessi.           
Nel libro si parla di una piccola comunità di rom milanesi che vivono in un quartiere di periferia in via Idro. Si tratta di donne e uomini, ma soprattutto  bambini che vanno a scuola e maestre che li accolgono aiutandoli nel loro difficile percorso di integrazione e al tempo stesso mantenimento di una identità  “Gli zingari non lavorano, rubano, hanno troppi figli e fanno loro chiedere l’elemosina”. Si fa presto a fare generalizzazioni.
 Le persone che ha incontrato Fabrizio lavorano: alcuni fanno ancora vecchi mestieri come i calderai o allevano cavalli o semplicemente lavorano nell’edilizia e nella raccolta dei rifiuti. Certo le città convulse non danno spazio a possibili cooperative di giardinieri, di allevatori di cavalli per diporto. Ma la fatica maggiore la fanno le donne che giovanissime si sposano e devono tenere in ordine le roulotte o le baracche in cui vivono. Il problema della casa è il più serio insieme al lavoro. Milano non ha attrezzato nessuno spazio per Rom e Sinti tranne quello di via Triboniano in via di smantellamento. La politica delle amministrazioni comunali fino al 2011  è stata  quella di chiudere un occhio o intervenire con gli sgomberi. Quando le persone diventano un problema di ordine pubblico umanità e solidarietà passano in secondo piano. Il libro si conclude col racconto della festa di fine anno in via Idro cui ha partecipato anche l’autore. Da maggio 2011 su Milano soffia una nuova aria arriverà anche in via Idro?
Il libro è pubblicato da una piccola casa editrice che ha sede in via Padova la strada più multietnica e forse più integrata della città.

12 settembre 2012