Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Il Cerano protagonista del Seicento lombardo

di Ugo Siciliano


Il miracolo di San Carlo

Numerosi sono i pittori che si chiamano Crespi. I più famosi sono Daniele, Giuseppe Maria e Giovan Battista, detto Il Cerano. C'è anche Giulia Maria, sorella del Cerano della quale solo di recente è stato scoperto un dipinto, un Sant'Isidoro che prima veniva attribuito al fratello . Il pittore di cui si svolge in questo periodo la mostra a Milano, " Il Cerano protagonista del Seicento lombardo Milano 25 febbraio/ 5 giugno 2005", ebbe un ruolo importante nei primi decenni del Seicento, nel periodo in cui Milano era sotto l'influenza del cardinale Federico Borromeo. Solo di recente una studiosa ha scoperto la data esatta e il luogo della sua nascita: Romagnano Sesia e 1573 mentre, per tanto tempo, si è ritenuto che fosse nato nel paese che gli ha dato il nome, tra il sessantasette e il settantacinque.
La sua pittura risentì all'inizio di quella del piemontese Gaudenzio Ferrari. Dopo un soggiorno a Roma, tornò in Lombardia e lavorò per incarico del giovane fratello del cardinale, Renato, all'Isola Bella. Nei primi decenni del Seicento fu apprezzato sempre di più fino a diventare quasi il pittore ufficiale della diocesi di Milano guidata da Federico Borromeo. Fece i disegni per le sculture delle lunette delle porte del Duomo ed ebbe l'incarico di dipingere diverse tele che illustrano i miracoli di S. Carlo Borromeo. Dipinse molte pale d'altare per le chiese di Milano e dei paesi vicini e numerose tele di devozione di piccole dimensioni per le case dei nobili lombardi.
La mostra presenta, in sei sezioni, una vasta panoramica della sua ricca produzione che consente di seguire il suo percorso a partire dalle opere giovanili fortemente influenzate dalla pittura manierista fino alle opere devozionali della maturità nelle quali, quasi sempre, si possono cogliere elementi di forte originalità sia nella composizione che nell'uso del colore. Opere di straordinario realismo sono le tele che rappresentano San Francesco del quale il Cerano doveva essere devoto.
Una curiosità della mostra è costituita dal Quadro delle tre mani. Si tratta di un dipinto, " Martirio delle sante Rufina e Seconda", realizzato da tre pittori che hanno collaborato dipingendo tre parti distinte dell'opera. I tre sono Cerano, Morazzone e Procaccini e l'opera costituisce una vera gara di bravura.
Il limite della mostra è costituito dalla scarsezza delle indicazioni riguardanti sia l'autore sia il significato delle opere.

21 aprile 2005