Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

                         CHARDIN PITTORE DEL SILENZIO

di Ugo Siciliano

Le mostre del Palazzo dei Diamanti a Ferrara non deludono mai e anche quella dedicata a Chardin e che chiude il 30 Gennaio 2011 è molto interessante, anche se l’autore non è tra i più noti al grande pubblico.
Avvicinandosi ai dipinti di Jean Siméon Chardin, vissuto in Francia dal 1699 al 1779, si rimane colpiti dalla straordinaria armonia delle sue opere: c’è nei suoi dipinti un’intensità poetica che ha colpito pittori come Van Gogh, Cézanne e il nostro Morandi. Le sue nature morte, assolutamente prive del fasto e della ricerca del sorprendente che caratterizzava  il genere, sembrano dirci che attraverso gli oggetti più semplici si rivela la bellezza;

c’è in esse una ricerca dell’essenza delle cose che sembrano rese vive da una luce che li anima, creando un effetto di pace e silenzio: una pipa, una pentola di rame, una tinozza, una lepre morta attraverso il suo pennello vengono nobilitate ed acquistano una straordinaria realtà poetica. Ma anche la rappresentazione della vita quotidiana di Chardin è distante dalla pittura del Settecento francese (Watteau, Fragonard, Boucher).

Egli rappresenta interni borghesi con persone che vi svolgono occupazioni quotidiane senza ricerca del pittoresco, come ad esempio nei quadri del ragazzo che fa una bolla di sapone o di quello che gioca con la trottola.
 La scelta di soggetti semplici non è, all’inizio, apprezzata, ma, col passare del tempo, egli diviene il pittore del nuovo ceto borghese  ed é stimato anche dal re di Francia Luigi XV che gli concede il titolo di pittore del re e la possibilità di alloggiare al Louvre. Anche la zarina Caterina II gli commissiona un’opera che terrà  presso di sé nel Palazzo di Inverno a San Pietroburgo.
Verso la fine della sua lunga vita gravi problemi alla vista lo costringono ad abbandonare la pittura ad olio e si dedica al pastello. I ritratti e gli autoritratti sono tra i più intensi.

In essi l’autore mostra una notevole capacità di rappresentazione psicologica.
La mostra che,  presenta una cinquantina di opere, si trasferirà da febbraio al museo del Prado a Madrid.

15 gennaio 2011