Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


                                  CIELO LONTANO
                                  di Marcella Busacca

Giorno 7 Novembre 2012 alla Biblioteca Gallaratese di Milano in via Quarenghi 21 è stata inaugurata la mostra collettiva “Cielo lontano” curata da Antonella Prota Giurleo.
L’occasione è data dalla  pubblicazione di un  libro di racconti di Hana’ ‘Atyyah da parte della casa editrice A Oriente!. Il libro si presenta come un oggetto d’arte con una bellissima copertina in cui il titolo in italiano è accompagnato da quello nella lingua egiziana collegati  da un disegno di color arancione cangiante. I racconti si leggono dall’ultima pagina alla prima come nella tradizione della stampa araba. Le artiste e gli artisti che hanno partecipato alla mostra hanno interpretato i racconti prendendone spunto o usandoli semplicemente come pretesto. Le opere sono esposte in mezzo agli scaffali, appese al soffitto  o disposte sulle pareti. I libri fanno da quinta in un dialogo incessante tra parole e immagini. Si va dal racconto che dà il titolo al testo “Cielo lontano” che la pittrice Clara Brasca rappresenta come  uno sfondo bianco in parte occupato dal nero della sofferenza e dall’azzurro picchiettato di nuvole della speranza.

Marilde Magni costruisce con le striscioline del racconto una nave che dondola sul mare, le onde sono fil di ferro raccolto sulla spiaggia. Il  suo racconto è “Navi” in cui due donne si incontrano in una giornata piovosa e guardano il mare dove una delle due crede di vedere delle navi.

Il racconto “Analisi del sangue” Evelina Schatz lo immagina come il tentativo, non sappiamo se riuscito, di una donna di liberarsi dalla prigionia della sua condizione: il sangue della sua verginità e i fili delle tradizioni. In un reticolo di fili uno, due, tre volti di donna appaiono e vicino si scorgono un lucchetto e due chiavi. 

Lo stesso racconto ispira ad Anja Mattila Tolvanen una scena formata da copertine di vecchi libri che apparentemente costruiscono la casa prigione dove scorre il sangue, ma in realtà è, attraverso i libri, che ci si può liberare della oppressione del proprio destino di donna.

Antonella Prota Giurleo ispirandosi al racconto “Prova per la morte” scrive su fogli che si dispongono come foglie di un albero caratteri del nostro alfabeto e di quello arabo :somigliano alle lapidi conficcate nella terra dei cimiteri islamici.

Pino Jelo da “Ultimo odore” trae strisce colorate che vanno dal rosso al verde, dal marrone all’arancio con sullo sfondo un vago ricamo che allude al dialogo dei due protagonisti.

Antonio Sormani dal racconto “Alberi” prende spunto per dipingere un paesaggio diviso tra luce e buio in cui domina un albero  con ricche fronde.

Maria Luisa Grimani  dopo la lettura del racconto “Serate per piangere” costruisce un’istallazione con le pagine del racconto trafitte da un grosso ago e con macchie rosso sangue e accanto un reggiseno imbottito che allude a malattie di cui ci si vergogna.

Nadia Magnabosco  copre una figura femminile priva di volto avvolta in  un mantello nero di immagini di donne che hanno partecipato alle rivolte della primavera araba.

E’ possibile visitare la mostra fino all’8 Gennaio 2013 negli orari di apertura della biblioteca.

foto di Ugo Siciliano

14 novembre 2012