Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

CIMA DA CONEGLIANO   POETA DEL PAESAGGIO

di Marcella Busacca

 Conegliano in provincia di Treviso a Palazzo Sarcinelli,via XX Settembre 132 accoglie la bella mostra di Giambattista Cima detto da Conegliano.
La scelta degli allestitori è stata quella di esporre solo quadri dell’autore,  prestati dai più importanti musei del mondo. Cima da Conegliano è un importantissimo pittore del nostro Rinascimento, di cui si hanno poche notizie riguardo ai suoi primi anni di vita,non si conosce l’anno preciso della nascita (1458?), né si hanno riferimenti precisi alla sua formazione. Intorno ai quindici anni cominciò a firmare le sue opere.
I suoi punti di riferimento sono stati Giovanni Bellini, Giorgione e Vittore Carpaccio. Chiaro il sottotitolo della mostra:poeta del paesaggio. La maggior parte delle sue opere, siano esse di soggetto religioso o profano presenta un paesaggio sullo sfondo, e le figure umane si stagliano inserite in resti di monumenti antichi, chiaro riferimento alla cultura classica dell’autore. Sono esposti diverse tavole che rappresentano San Girolamo che medita in un luogo solitario col leone, la croce e il libro. E’ l’iconografia classica del santo traduttore della bibbia, in bilico tra amore per la cultura antica e desiderio di vita da anacoreta. Se confrontiamo il primo dipinto con l’ultimo dello stesso soggetto ci rendiamo conto dei mutamenti nell’uso della tavolozza, ma anche nel significato del  paesaggio che sembra, nell’ultimo dipinto, risucchiare la figura umana e il leone. Uno dei dipinti più interessanti è quello di  Sant’Elena della National Gallery di Washington.

Il paesaggio che si staglia dietro alla santa che regge la croce di Cristo, il più esteso in proporzione alla dimensione dell’opera: è Conegliano, com’era all’epoca del pittore, distesa sul colle con torri, chiese e mura.
Belle le sacre conversazioni in cui attorno alla Madonna e al bambino si schierano angeli e santi che si presentano come figure classiche, ammantate in abiti dai colori caldi, quasi smaltati, sullo sfondo di montagne azzurre e di alberi verdi. Le figure umane, dagli sguardi sereni o malinconici, sempre intensi, sono collocate su rocce o all’interno di ruderi che sono spesso decorati da piante dalla simbologia riconoscibile. Nelle opere di argomento profano, tondi per cassoni nuziali o pannelli decorativi i miti sfumano in paesaggi coevi al pittore in una ideale fusione tra epoca antica e odierna.
La visita prosegue nel paese con la possibilità di vedere la casa natale del pittore dove un gruppo di donne espone lavori di ricamo ispirati a decorazioni contenute nei quadri di Cima.

La mostra è aperta fino al 2 giugno 2010 tutti i giorni dalle 10 alle 20, venerdì fino alle22 e sabato e domenica dalle 9 alle 20.