Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

A Padova Vittorio Corcos: i sogni della bella époque

di Ugo Siciliano

Palazzo Zabarella a Padova ospita una mostra di notevole interesse che aggiunge un nome nuovo al lungo elenco di artisti vissuti tra Ottocento e Novecento e illustrati da questa importante istituzione culturale: Vittorio Corcos. Il pittore nacque a Livorno nel 1859, studiò a Firenze entrando in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli; giovanissimo si trasferì a Napoli dove fu allievo di Domenico Morelli che influì sulla sua formazione artistica. Nel 1880 andò a Parigi, dove, insieme ai suoi amici De Nittis e Boldini, divenne un richiesto ritrattista di signore aristocratiche e borghesi,

inserendosi con successo nei salotti mondani della città capitale della “belle époque”. Ritornato in Italia a Firenze conobbe Emma Giobatti , che lo introdusse nel mondo colto e raffinato della Firenze del tempo. Conobbe Carducci che ritrasse più volte

e il musicista Mascagni. Verso la fine del secolo la sua fama è tale da consentirgli di ritrarre teste coronate tra cui il kaiser Guglielmo II e la regina Margherita di Savoia, ma anche personaggi famosissimi  come Lina Cavalieri,

definita dai suoi adoratori la donna più bella del mondo. Il suo successo era dovuto oltre che al possesso di una ottima tecnica al rispetto delle richieste dei committenti. Morì a Napoli nel 1933. La “belle époque”, che aveva decretato il suo successo, era stata travolta dalla guerra e l’arte tradizionale era stata spazzata via dalle avanguardie artistiche. Quelle qualità che a certa committenza apparivano come un pregio da un certo momento in poi non furono più apprezzate. Si comprendono bene le ragioni di questo disinteresse scorrendo i ritratti delle signore dell’alta società a volte convenzionali e non brillanti e originali come quelli di Boldini.

Eppure Corcos fu capace in alcuni ritratti di rappresentare il desiderio di emancipazione di giovani donne rappresentate nell’atto di leggere o con un atteggiamento spavaldo.   Corcos seppe in alcune occasioni farsi interprete dell’atmosfera malinconica della decadenza. Uno dei suoi dipinti più significativi”Sogni”,

fa pensare alla famosissima “Melanconia”di Durer. Il quadro rappresenta una giovane donna dai capelli rossi seduta su una panchina che riflette: il cappello accanto ai libri e l’ombrellino e  il pugno sotto il mento. Il ritratto aveva suscitato un certo scandalo per l’atteggiamento troppo disinvolto della giovane.
La mostra si sviluppa in sei sezioni tematiche che illustrano le varie fasi della sua produzione artistica. Nella sezione “I sogni” sono esposti alcuni dei suoi migliori ritratti, caratterizzati da una intensa ricerca psicologica. L’ultima sezione “La luce del mare” a volte richiama i paesaggi dei Macchiaioli come nel dipinto “Castiglioncello”.


La mostra è aperta fino al 14 dicembre tutti i giorni tranne il lunedì coi seguenti orari: 9,30-19.

11 novembre 2014