Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

De Nittis a Palazzo Zabarella di Padova

di Ugo Siciliano
                    

Negli ultimi tempi è sempre più frequente il confronto tra gli impressionisti francesi e la pittura italiana dell’Ottocento. In questi mesi il Petit Palais di Parigi, con una mostra sui Macchiaioli, pone il problema in modo problematico. Si sa che i Francesi hanno un’alta considerazione delle loro qualità, tuttavia, visto che non si sta parlando di un confronto tra la pittura del nostro Rinascimento e quello francese, è meglio rendersi conto che il nostro Ottocento, ha si alcuni grandi pittori come Fattori e De Nittis, ma ha poco a che fare col profondo rinnovamento dell’arte che si è avuto in Francia nel Secondo Ottocento.   De Nittis tra i nostri è quello che ha avuto maggiori rapporti col movimento degli Impressionisti, anzi, è proprio uno di loro: nel 1867 a 21 anni si è trasferito a Parigi, vi ha conosciuto Léontine Gruvelle, che diventerà sua moglie,

ha frequentato i salotti importanti , ha esposto al Salon. La sua pittura ha avuto importanti riconoscimenti e ben presto De Nittis è diventato uno dei pittori più apprezzati nell’ambiente borghese ed aristocratico della Parigi del suo tempo e di Londra. A proposito del suo rapporto col suo paese d’adozione il pittore una volta affermò: ” Amo la Francia appassionatamente e disinteressatamente, più di un qualsiasi francese. Ho attribuito alla Francia tutti i miei successi anche se è stata l’Inghilterra che mi ha dato da vivere”.  Il governo francese gli concede la Legion d’Onore. Muore a Saint Germain en Laye  per un ictus alla giovane età di trentotto anni.
Palazzo Zabarella gli dedica in questi mesi una delle più importanti mostre che siano state fatte su di lui, sia per il numero che per la qualità delle opere esposte.  La mostra comprende 120 tra dipinti ad olio, pastelli e disegni che provengono in gran parte dal museo di Barletta, sua città natale, alla quale la moglie ha donato la sua ricchissima collezione. Altre opere sono stati prestate da musei francesi e da collezionisti di altri paesi. L’esposizione ripercorre un itinerario cronologico che privilegia le opere del lungo periodo parigino e londinese.   Tra i dipinti più belli spiccano i ritratti di Léontine, donna bella ed elegante, vista sia nell’ambiente domestico, come nella magnifica “Colazione in giardino”

che verrebbe voglia di attribuire a Degas, ma anche a passeggio per i boulevard di Parigi o alle corse di cavalli. Ricche di fascino sono le tavolette in cui il pittore riproduce il Vesuvio

o la sua Puglia, ma anche i dipinti all’aperto nei quali trionfa la luce o si rappresenta la pioggia o la neve. Estremamente suggestivo è il dipinto “Westminster” del 1878.


Ogni atmosfera è colta con grande maestria, con pennellate sicure come nel dipinto “La traversata degli Appennini”.  

L’autoritratto a pastello ci  mostra il pittore nel suo salotto in un atteggiamento dimesso e pensieroso; l’opera dell’84 sembra un presagio della sua prossima fine .


La mostra è aperta fino al 26 Maggio 2013  con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 9,30 alle 19.

23 aprile 2013