Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

                    

DONI D'AMORE
Donne e rituali nel Rinascimento

di Marcella Busacca

Nella Pinacoteca Zust di Rancate in Canton Ticino il 12 Ottobre scorso è stata inaugurata la mostra “Doni d’amore. Donne e rituali nel Rinascimento”. Si tratta di una selezione di oggetti che tra il XIV e il XVI secolo venivano regalati alle fanciulle e alle giovani spose in occasione di fidanzamenti, matrimoni e nascite; ad essi sono affiancati dipinti rappresentanti scene con gli stessi soggetti. Le circostanze sopra ricordate erano particolarmente importanti perché erano le uniche in cui le donne uscivano dalla casa e dal silenzio in cui erano relegate. In quei giorni diventavano reginette e veniva loro offerto qualcosa di prezioso che entrava a far parte della dote con cui sarebbero  o erano già entrate nella famiglia dello sposo. Si trattava di fanciulle appartenenti a famiglie ricche e benestanti che spesso passavano dalla tutela del padre a quello dello sposo. La nascita dell’erede poi coronava la loro appartenenza alla nuova famiglia. Farsi ritrarre incinta e con un figlio maschio accanto era motivo di orgoglio per una giovane donna.

Cofanetti per i gioielli, cassapanche per il corredo, anelli e deschi da parto venivano preparati nelle botteghe artigianali di tutta Europa e seguivano il gusto dell’epoca, dal tardo gotico al pieno Rinascimento. L’Italia del passaggio dalla civiltà comunale a quella delle signorie rinascimentali, i paesi fiamminghi, le prime monarchie nazionali e la Svizzera dei cantoni contadini erano accomunati dalla vita di relazione, scandita dalle feste che andavano dalla nascita alla morte. La mostra presenta quelli gioiosi. I soggetti dei quadri sono la nascita,

l’annunciazione e  le nozze della Vergine: c’è anche una sacra famiglia in cui il bambino sta per esser messo in un girello. Il richiamo alla santità delle nozze e l’esempio della Vergine si ferma alle immagini dei quadri perché i materiali usati per gli oggetti dovevano far capire il grado di ricchezza delle due famiglie che si alleavano col matrimonio. Addirittura in alcune circostanze di fronte alle spese pazze con conseguente indebitamento si emanavano decreti che obbligavano alla morigeratezza! Le fanciulle dovevano essere belle, ma anche virtuose e brave massaie: gli esempi erano le eroine dell’antichità romana, della Bibbia e la solita Madonna. Il sesso si riservava all’interno dei cassoni dove apparivano immagini di Veneri svestite:

gli sposi le contemplavano nel chiusa della loro alcova. 

La mostra è aperta fino all’11 Gennaio 2015:
dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle 12 e dalle 14 alle 18
sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18

17 novembre 2014