Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

                              ECHI CARAVAGGESCHI IN PUGLIA

di Marcella Busacca

Dal 6 Dicembre 2010 al 27 Febbraio 2011 nella chiesa di San Francesco della Scarpa in piazza Carducci  a Lecce si tiene la mostra “Echi caravaggeschi in Puglia” organizzata dalla Provincia di Lecce e dalla Soprintendenza per i Beni Artistici ed Etnoantropologici della Puglia. Lo spazio scelto è una chiesa antichissima sorta nel XIII secolo e che nel corso dei secoli successivi subì profondi cambiamenti passando col vicino convento dai Francescani ai Gesuiti e infine fu persino utilizzata come edificio scolastico. Nel 1964 iniziò il recupero e il restauro di ciò che restava della chiesa vera e propria e dal 2004 la Provincia di Lecce l’ha adibita a sede di esposizioni.
La mostra nasce da una notizia certa: Nicola Radulovich, feudatario di Polignano a Mare commissionò  a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio al suo arrivo a Napoli un’opera per una chiesa della sua cittadina. C’è chi sostiene che si tratti nientedimeno che della Madonna del Rosario  oggi al Kunsthistoriches Museum di Vienna. Non si sa più nulla di quel dipinto, ma moltissimi pittori che lavorarono per le chiese e per i conventi della Puglia dal  primo decennio in poi del Seicento furono influenzati dal linguaggio rivoluzionario del pittore lombardo a partire dal napoletano Paolo Finoglio che lavorò a lungo in Salento. Di lui è presente nella mostra “La decapitazione di San Giovanni Battista”


 Pittori locali si formarono sulle opere che affluivano da Napoli e si riconoscevano in maestri come Ribera che pare visse per un breve periodo nel Salento dove il fratello aveva interessi commerciali, Massimo Stanzione di cui è esposta una tela sul martirio di San Sebastiano,

Pacecco De Rosa, che è  rappresentato da una grande tela raffigurante la crcefissione  di San Pietro,

Battistello Caracciolo ed altri. L’esposizione è interessante perché recupera un patrimonio artistico disperso in chiese, piccoli musei e istituzioni culturali, spesso non visitabili. In questa sede inoltre si possono vedere affiancate circa 60 opere di argomento religioso, scene mitologiche, ritratti, nature morte,che si richiamano direttamente o indirettamente ad opere di Caravaggio. Alcuni dei pittori presenti non videro mai un’opera del grande lombardo, ma quelle dei seguaci napoletani che avevano preso chi il colore, chi il tratto, chi la luce di tanto maestro.

15 gennaio 2011