Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


Elena Ferrante "La figlia oscura"
edizioni e/o 2006

di Marcella Busacca

Una donna di mezza età parla in prima persona e racconta un'avventura curiosa che le è capitata durante una solitaria vacanza. Sottrae, non si capisce bene perché, la bambola a una bambina conosciuta sulla spiaggia e la accudisce come fosse una figlia (oscura appunto) per poi restituirla alla madre della legittima proprietaria che ha nei suoi riguardi una reazione violenta. Attorno a questo fatto principale se ne dipanano tanti altri perché la vita di Leda è stata sempre molto complicata. Si è sposata giovane e ha avuto due figlie che ha abbandonato per due anni alle cure del padre per potere riprendere gli studi e fare la carriera universitaria. Ritornata in famiglia è abbandonata prima dal marito, che va a vivere in Canada, e poi anche dalle due figlie che pensano che nel paese dove si è trasferito il padre ci siano più possibilità di lavoro e di realizzazione. Quest'ultimo è un abbandono solo in parte perché le figlie continuano a chiamarla al telefono per aver risolti dalla madre piccoli problemi di ordinaria quotidianità. Leda in passato ha rinunciato per loro a un grande amore; ora è portata a fare continuamente un bilancio della sua vita e il risultato è deprimente. Leda non si piace, anche le figlie sono impietose nel giudicarla;sanno per esempio che la madre parla benissimo inglese, ma la prendono in giro per il suo accento meridionale e per il suo ambiguo rapporto con le tradizioni. Liberarsene o restarci impelagata?
Al mare dove da sola cerca di riposarsi,senza abbandonare del tutto il lavoro, finisce per essere affascinata (respinta ed attratta) da un grande nucleo familiare in cui individua una giovane donna che ha un rapporto particolare con la figlia : la proprietaria della bambola che Leda sottrarrà per un impulso oscuro. Cosa spinge una donna colta e indipendente a spiare la vita banale e persino volgare di una donna del popolo? Il fascino della giovinezza? La dedizione che mostra nei confronti della figlia? Chissà! In successione il furto della bambola, la sua vestizione, la restituzione e la fuga sembrano un epilogo. A una delle figlie che la cerca sul telefonino, preoccupata del suo silenzio, risponde "Sono morta, ma sto bene".


9 maggio 2007