Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Emile Nolde al Grand Palais di Parigi

di Ugo Siciliano

Il Gand Palais di Parigi presenta fino al 19 gennaio del 2009  una mostra del pittore tedesco Emile Nolde. Alcuni anni fa, a Lugano c’era stata una ricca esposizione delle opere del grande espressionista, ma, in quell’occasione prevalevano le opere dell’ultimo periodo di Nolde: le marine o i dipinti in cui la forza dirompente dell’espressionismo era attenuata e quasi spenta per lasciare posto ad una armonia suggestiva di colori.  La mostra di Parigi, al contrario, pone al centro il pittore duro e violento che, sia nei temi religiosi che in quelli sociali,  descrive con passione il dramma dell’uomo.
Dopo gli inizi in cui è evidente la sintonia con la pittura  del post impressionismo, in particolare di Van Gogh, Nolde si collega agli espressionisti tedeschi e partecipa all’esperienza del gruppo Die Brucke. Nel 1913 è incaricato dal governo tedesco di documentare, con un viaggio in Nuova Guinea, alcuni aspetti della vita e della cultura dei luoghi. Sono di questo periodo alcune delle più belle opere che la mostra di Parigi espone. Ma certamente l’opera più significativa della mostra è la Vita di Cristo in cui il sentimento religioso dell’artista si esprime in un appassionato senso di umanità.  Questa grande opera si ricollega idealmente al polittico di Grunewald  che Nolde amava. Quando in Germania i nazisti prendono il potere egli, che pure aveva mostrato simpatie nazionaliste, è considerato esponente della “arte degenerata” e, nel 37, le sue opere furono esposte alla mostra di Berlino. Nel ’39  molte delle sue opere figurano tra le 5000 bruciate dai nazisti. Nel ’41 gli fu proibito di dipingere ed egli si limitò a fare piccoli acquarelli alcuni dei quali figurano nella mostra. La grande esposizione parigina comprende 90 tele e settanta tra acquarelli incisioni e disegni ed offre una visione completa  di uno tra i più significativi pittori del Novecento.

6 novembre 2008