Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


GIOVANNI FATTORI A PADOVA

di UgoSiciliano

Palazzo  Zabarella a Padova presenta fino al 28 Marzo 2016 una grande esposizione dedicata al maggiore pittore italiano del secondo Ottocento: Giovanni Fattori.
 Egli nacque a Livorno nel 1825 e morì a Firenze nel 1908. Fu per tutta la sua vita legato alla terra toscana, ai paesaggi della Maremma, alle marine di Castiglioncello, ai volti contadini e ai pazienti buoi dalla lunga corna così spesso rappresentati nei suoi celebri dipinti. Fa eccezione il periodo delle grandi tele risorgimentali in cui profuse il suo fortissimo sentimento patriottico, che non gli impedì di cogliere gli aspetti tragici della guerra come nel drammatico dipinto dello”staffato”.

Studiò all'Accademia di Firenze e dopo il servizio militare, fondò insieme ad altri pittori il movimento dei Macchiaioli che si riuniva presso il caffè Michelangelo di Firenze. Egli non amava le discussioni e diceva di sé di essersi conservato ignorante “solo l'arte stavami addosso senza saperlo”. Mentre i suoi amici e allievi come Boldini, De Nittis ed altri scappavano dal mondo provinciale e cercavano a Parigi e Londra successo e gloria, egli restava attaccato alla sua quotidianità convinto com'era che nella luce delle marine toscane o nei volti delle persone a lui vicine, ci fosse la materia sufficiente per la sua espressione artistica. C'è nella sua pittura una ripresa della purezza cromatica degli artisti del Trecento, una brillantezza del colore che dà nuova vita e forte realismo alle sue opere . Una parte importante della mostra è costituita dai ritratti e autoritratti:

egli si  rappresenta da giovane con spavalderia romantica e da vecchio con un lieve ironico sorriso.

Celebre il ritratto della figliastra di cui coglie l'aspetto bonario che contrasta un po' con l'eleganza dell'abito indossato.


 La mostra di Padova abbraccia tutto il percorso della sua produzione artistica in circa cento opere.  In alcuni dipinti Fattori riesce ad esprimere il senso della vita come solo i grandi artisti sanno fare; penso al “Muro bianco”

che esprime solitudine e sofferenza o al “Carro rosso”

della Pinacoteca di Brera di Milano che mostra un muto dialogo tra i buoi e il bovaro che si riposa all'ombra.

La mostra, a Palazzo Zabarella di Padova è aperta da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.

 

16 gennaio 2016