Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

FERRARA FESTEGGIA I 500 ANNI DELL'ORLANDO FURIOSO

di Marcella Busacca

Ferrara festeggia i 500 anni dalla pubblicazione della prima edizione dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto con una bellissima mostra a palazzo dei Diamanti che chiuderà l'8 Gennaio 2017. Il titolo è emblematico

    "ORLANDO FURIOSO 500 ANNI COSA VEDEVA ARIOSTO QUANDO CHIUDEVA GLI OCCHI"

                      
La mostra si apre con una rarissima copia del poema di Boiardo "L'Orlando innamorato" cui si è ispirato Ariosto

e si chiude con un'edizione del Don Chisciotte della Mancia di Cervantes morto 100 anni dopo nel 1616.
500 anni fa il grande poeta Ludovico Ariosto dava alle stampe la prima edizione dell'Orlando Furioso. L'opera nacque alla corte degli Este a Ferrara che era una delle più ricche e vivaci d'Italia in una città, che secondo il grande storico svizzero Burckhardt, fu la prima ad avere una dimensione rinascimentale, in questo facilitata dal non aver avuto un grande passato antico come altre città italiane. Ariosto, nato a Reggio Emilia, fu costretto giovanissimo ad entrare alla corte degli Este a Ferrara per mantenere la madre e i fratelli minori dopo la morte del padre che apparteneva alla piccola nobiltà, fiera delle sue origini, ma priva di mezzi. La corte di Ferrara ospitava in quegli anni artisti, poeti e letterati perche i duchi amavano circondarsi non solo da cortigiani, ma anche da personaggi che potevano glorificarne il casato. Due donne brillavano per la loro bellezza e cultura: Isabella d'Este andata sposa a un Gonzaga e Lucrezia Borgia sposa di Alfonso signore della città dal 1505.La sua fama di figlia illegittima di un papa e sposa di giovani morti per mano forse dei fratelli non le avevano creato una  buona fama. I Ferraresi però la ricordarono nel tempo per la sua saggezza, per le sue doti diplomatiche  e per la sua bontà .  La sua splendida capigliatura certo ispirò l'Ariosto nel ritratto di Angelica che fugge inseguita dai cavalieri con i capelli biondi al vento. Cortigiano, con buone capacità politiche, alternò il suo lavoro di poeta con quello di governatore in Garfagnana e diplomatico inviato specie alla corte del papa. L'idea di scrivere un poema nacque quasi per gioco per continuare le avventure dell' "Orlando Innamorato" di Matteo Maria Boiardo.
Poi  divenne il motivo dominante della sua vita intellettuale. Per il resto della sua vita  scrisse e riscrisse le avventure dei paladini di Francia, dei Mori delle donne guerriere e non, sullo sfondo di un mondo in cui illanguidiva la bellezza del Rinascimento,  le guerre tra Francia e Impero insanguinavano l'Europa e Martin Lutero lanciava le sue invettive contro i papi simoniaci e invitava i cristiani a leggere direttamente la Bibbia.
                       La donne, i cavallier,l'arme,gli amori,
                        le cortesie, l'audaci imprese io canto,
Donne,amori e cortesie sembrano avere il sopravvento.  E quando viene nominato Orlando, che dà il titolo al poema, il suo nome è legato alla follia d'amore per Angelica che gli ha preferito,  sposandolo, un soldato moro, tempestivamente battezzato, che ha dalla sua la bellezza della giovinezza.
 Cosa ha visto Ariosto attorno a sè in quella felice ed effimera stagione? Gli artisti :pittori, scultori ed architetti cercavano di ritrovare la bellezza dell'età classica greca e romana .Bellezza e virtù come nel dipinto di Giorgione che ritrae il Gattamelata

o nella bellissima Venere di Botticelli che somiglia alle eroine del poema.
Ci sono anche i misteri e gli intrighi come nel complesso quadro di Mantegna "Minerva caccia i vizi dal giardino delle virtù"

o la gioia di vivere come "Nel Baccanale degli Andrii" di Tiziano.

L'amore per i paladini di Francia nasceva non tanto dalla lettura dei poemi cavallereschi medievali, ma dall'influenza della corte francese attraverso Renata di Francia. Paolo Uccello immagina San Giorgio come un cavaliere senza macchia e paura nella difesa della fanciulla aggredita dal drago.

Il poema piacque subito: Machiavelli scrisse a un suo amico una lettera entusiastica. Il poeta non fu soddisfatto e per tutto il resto della sua vita (morì nel 1533) riscrisse più volte la sua opera migliorandone lo stile e registrando, pur nell'impianto originario, le novità spesso drammatiche che accadevano attorno a lui, due soprattutto: la sconfitta di Francesco I di Francia nella battaglia di Pavia e il Sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi.  C'è anche il Nuovo Mondo che certamente deve averlo affascinato con i suoi viaggi avventurosi che racconta nell'episodio di Astolfo nel mondo della Luna.  Armi e strumenti musicali,  libri ed arazzi arricchiscono la mostra.
Vi sono anche molte iniziative come la lettura integrale del poema e le animazioni per divertire il pubblico dei piccoli e grandi visitatori.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19 .

9 dicembre 2016