Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Da Donatello a Lippi
Officina pratese

di Ugo Siciliano

Il palazzo Pretorio di Prato fino al 13 gennaio del 2014 propone una mostra di particolare interesse che si collega all’inaugurazione del museo della città nel bell’edificio da poco restaurato. L’esposizione si intitolata “Da Donatello a Lippi. Officina pratese.” E si compone di un buon numero di opere provenienti da vari musei che mostra come la patria di Datini, il famoso mercante di Prato di cui resta, nei suoi  libri di conti, il primo uso della partita doppia, avesse a metà del Quattrocento una notevole importanza non solo sul piano economico, ma anche artistico.
Donatello,

 

Paolo Uccello

e Filippo Lippi

sono i più noti protagonisti del Rinascimento pratese.
La mostra consente la riscoperta di una città, grande scrigno di opere d’arte, penalizzata dall’eccessiva vicinanza a Firenze e dalla fama di luogo di industrie tessili, oggi in parte  in mano a maestranze cinesi.
La figura di Filippo Lippi è particolarmente interessante non solo per la sua produzione artistica , ma per la sua storia di frate innamorato di una suora. Scrive Vasari nella vita di fra Filippo che, mentre dipingeva nel convento di S. Margherita a Prato, aveva notato una bella monaca, Lucrezia Buti “la quale aveva bellissima grazia….e tanto operò con le monache che ottenne di farne un ritratto per metterlo in una figura di Nostra Donna e con questa occasione, innamoratosi, la menò via.” Da ella ebbe un figlio Filippino, anche lui pittore.  La bella monaca divenne modella di numerose sue opere e alcuni ritengono che si possa ammirarla nella cappella centrale del duomo di Prato, mentre balla come Salomè nel Convito di Erode.
Nelle prime sale sono esposte opere giovanili di Donatello e di Paolo Uccello del quale è la bella tavola di San Giorgio e il drago che ricalca moduli tardogotici.
Più avanti troviamo la bella pala di Zanobi Strozzi e aiuti ricomposta in occasione della mostra e quindi le belle Madonne di fra Filippo


che uniscono l’eleganza di Beato Angelico alla fisicità di Masaccio.  Nell’ultima sezione della mostra, tra i seguaci di Filippo troviamo il figlio Filippino

che aveva ben appreso il mestiere da tanto padre. 
Dopo aver visitato la bella mostra di Prato, non bisogna dimenticare lo splendido Duomo con gli affreschi del Lippi e di Paolo Uccello e il castello di Federico Secondo di Svevia, il più settentrionale dei castelli fredericiani.

La mostra è aperta tutti i giorni escluso il martedì dalle 10 alle 19
presso il Palazzo Pretorio di Prato.

20 novembre 2013