Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


FRED VARGAS "SOTTO I VENTI DI NETTUNO" ,Einaudi,2005

di Marcella Busacca

Sotto lo pseudonimo di Fred Vargas si nasconde una scienziata francese che scrive i suoi polizieschi durante le vacanze che si concede ogni anno; li rivede nei mesi successivi seguendo i consigli e i suggerimenti della sorella gemella pittrice e li dà alla stampa. Il mondo che ci racconta è quello di un commissariato di polizia di Parigi alle prese con delitti spesso privi di senso, ma che creano apprensione, terrore e persino sfiducia nelle istituzioni nella gente comune. Così è accaduto nei tre romanzi già pubblicati da Einaudi negli anni scorsi. Quest'ultimo affronta i soliti problemi, aggravati però dal fatto che a un certo punto proprio Jean-Baptiste Adamsberg, commissario di polizia e uomo in preda ad angosce esistenziali per una relazione finita malamente, è accusato di un delitto e fa fatica a tirarsene fuori. In qualche modo se l'è voluti i guai perché, per venire a capo di un delitto di molti anni prima in cui era implicato il fratello, si scontra con un potentissimo personaggio e sembra che nessuno gli creda. Questo il livello superficiale della storia con omicidi e assassini che sembrano sempre restare sul luogo del delitto un po' confusi e troppo evidenti nella loro incapacità a discolparsi da non insospettire il nostro commissario che però a un certo punto è costretto ad andare in Canada per un corso di aggiornamento e lì la situazione precipita per la morte violenta di una ragazza con cui ha avuto una occasionale relazione. Accusato di omicidio rientra in modo rocambolesco in patria alla ricerca del solito assassino che sembra farsi beffa di lui. Il piano profondo della storia è l'occhio scientifico con cui la scrittrice analizza un mondo maschile in cui le gelosie e i contrasti sono feroci e gli unici aiuti disinteressati vengono da una donna poliziotto che sembra avere sentimenti e idee e non burocratiche visioni della realtà e da una signora che si diverte a fare la hacker. Su tutto incombe un'idea complessa di male che non è solo negli assassini, ma anche nella gente comune e diventa anche male di vivere. Si diffida di tutti e non si sa chi è il nemico e chi l'amico. Cosa c'entrano Nettuno e i venti? L'assassino ammazza sempre come se adoperasse un tridente l'oggetto con cui era rappresentato il dio greco; Parigi e gli altri luoghi presi in considerazione sono sferzati da venti gelidi che invitano a stare in casa. Le strade, i giardini, le campagne sono luoghi pieni di insidie.

24 febbraio 2006

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