Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


Frida Kahlo a Roma

di Marcella Busacca

Alle Scuderie del Quirinale di Roma è aperta fino al 31 agosto 2014 una mostra su Frida Kahlo accompagnata da conferenze e proiezioni di film che inquadrano la pittrice messicana nel clima culturale dell’epoca in cui è vissuta e la confrontano con altri personaggi  divenuti come lei icone della condizione femminile. Parlando di se stessa la pittrice sottolinea la frequentazione col dolore, ma anche il desiderio di ribellarsi alle ingiustizie sociali che colpiscono le persone più diseredate.
Condizione umana straordinaria la sua visitata dalla sofferenza poco più che adolescente, in seguito a un terribile incidente automobilistico, ma  a cui non si rassegna mai e dalla frequentazione di personaggi importanti che segnano la sua vita e che la portano a affrontare esperienze straordinarie.
Lo studio della pittura diventa una forma di espressione per raccontare se stessa e la sua terra natale. La mostra è scandita dai suoi autoritratti: dal primo dipinto a soli diciannove anni

fino a quelli della maturità in cui recupera la cultura tradizionale del suo paese. Persino il suo corpo piagato e costretto in strutture rigide

che sembrano mostruosi strumenti di tortura è  sbattuto in faccia a chi visita la sua mostra non per cercare compassione, ma per metterci di fronte alla condizione umana, la sua personale e quella di tutti i proletari. La rivoluzione messicana aveva sovvertito un paese che sognava di somigliare o alla Spagna o agli Usa. Gli artisti più attenti ai cambiamenti politici e sociali si avvicinavano alle idee comuniste: dalla Russia arrivano parole d’ordine rivoluzionarie e a un certo punto anche Trotskj col suo sogno di rivoluzione permanente e in rotta con Stalin.  Amori, passioni, tradimenti , ma sempre nel cuore Diego Rivera di cui scrive il nome nei suoi diari col sangue. Alcuni filmati ce la fanno vedere vestita con abiti eleganti che ricordano le madonne della pittura centroamericana, ma con nel volto un’aria spavalda e sbarazzina che sembra non prendersi molto sul serio.
Vi sono alcune nature morte in cui prorompe tutta la solarità della natura messicana.


Anche quando non ritrae se stessa o l’amato Diego nel volto delle persone che dipinge cerca l’anima e i pensieri più nascosti. Tra le cose più belle c’è Autoritratto con corona di spine del 1940.

Non è religiosa Frida nel senso del cattolicesimo, ma il suo mondo immaginario è popolato dagli dei messicani uccisi dai conquistatori e dai rivoluzionari che si sono spesi per l’emancipazione dei poveri e degli sfruttati.

La mostra è aperta tutti i giorni fino al 13 luglio 2014 dalle 10 alle 20, venerdì e sabato dalle 10 alle 22,30; dal 14 luglio al 31 agosto da domenica a giovedì dalle 16 alle 23, venerdì e sabato dalle 16 alle 24

 

13 giugno 2014