Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Il  Futurismo ha cent’anni: pace all’anima sua!

di Marcella Busacca

Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicò sul giornale francese Le Figaro” il Manifesto del Futurismo. Sono passati cento anni e  bisogna festeggiare l’anniversario.
Ha aperto le celebrazioni Parigi con un evento al Beaubourg  che ora si trova alle Scuderie del Quirinale a Roma. Subito dopo ha risposto Rovereto con la mostra “Futurismo 100. Illuminazioni. Avanguardie a confronto. Italia-Germania-Russia”.
Milano, luogo d’elezione del Martinetti dopo l’infanzia trascorsa ad Alessandria D’Egitto e la giovinezza a Parigi, ha risposto con mostre, happening, installazioni, cene futuriste e altro. “La rissa in Galleria” celebre quadro di Boccioni ha ispirato un trambusto in loco: peccato che i vigili non sapessero niente e per poco non arrestavano i partecipanti tra cui l’assessore alla cultura del comune di Milano!  Fortuna che non c’erano ancora le ronde autorizzare a mantenere l’ordine pubblico.


La mostra più importante è certamente quella di Palazzo Reale dove sono esposte circa 500 opere di varie tipologie: quadri, sculture, macchine sonore, oggetti di arredamento, scene ricostruite di spettacoli futuristi. Troppa grazia. Si poteva puntare più sulla qualità, che sulla quantità. Qualche maligno insinua che il meglio era già prenotato dalle mostre summenzionate e perciò a quella di Milano non è rimasto che dilatare i tempi facendo proseguire il futurismo fino agli anni  ’60  coll’ironico omaggio ai padri del futurismo da parte di Schifano. Parigi ha ristretto il futurismo al periodo precedente la fine della prima guerra mondiale facendolo derivare dal cubismo. La mostra di Milano lo fa padre di tutto ciò che è venuto dopo in tema di avanguardie. A Palazzo delle Stelline c’è una specifica mostra dedicata a Marinetti. Poche le sue opere spesso di pittoscrittura, molte quelle dedicate a lui da artisti importanti, suoi figlioli devoti, alcuni anche un po’ ironici, altri ossequiosi. Incombe la sua voce fascinosa che legge testi ridicoli e datatissimi.

Non viene però citato D’Annunzio, che aveva preteso la paternità del movimento futurista, alla risposta irrispettosa di Martinetti lo liquidò con una frase lapidaria: “un cretino con lampi di imbecillità”.
 Non si va molto per il sottile nel legame tra Futurismo e fascismo che premiò Martinetti con la feluca di accademico d’Italia, ma gli preferì movimenti più tradizionali come Novecento o che inneggiavano alla romanità.
Forse sarebbe stato meglio celebrare con più senso critico un movimento pur affascinante per le sue aperture nei confronti della tecnologia, il movimento, la velocità, ma così compromesso, almeno nella figura del suo fondatore, nell’esaltazione della violenza.

Futurismo 1909-2009
Velocità+Arte+Azione
Palazzo Reale fino al 07,06,2009
Tutti i giorni 9,30-19,30 Lunedì 14,30-19,30 Giovedì 9,30-22,30.

10 marzo 2009