Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


GILLO DORFLES
UN SECOLO DI VITA PER L’ARTE

di Ugo Siciliano

La Fondazione Marconi presenta, fino al 22 Febbraio, trenta opere di Gillo Dorfles, tempere, acrilici,  alcune ceramiche e una scultura, degli ultimi decenni della sua produzione.


Dorfles ha avuto un ruolo significativo nel panorama della cultura italiana. Nato a Trieste nel 1910, studia medicina e si specializza in psichiatria; la sua lunghissima esperienza d’artista e critico comincia negli anni trenta quando si avvicina alla pittura delle avanguardie mostrando interesse per i temi del surrealismo.

Nelle sue opere appare con evidenza il suo entusiasmo per ogni forma di esperienza artistica che è testimoniato dalla sua lunga vita dedicata all’arte ed al pensiero critico, ma anche alla poesia ed alla musica.
Nelle sue opere la concretezza del reale si mostra attraverso segni dalla forte valenza simbolica.


Col passare degli anni la sua attività di pittore diventa secondaria rispetto a quella di critico d’arte ed egli è uno dei protagonisti del rinnovamento culturale italiano degli anni cinquanta. Particolarmente importanti sono le sue riflessioni sul “Kitch”  sviluppate in numerosi saggi.
A partire dagli anni ottanta Dorfles vive una seconda giovinezza di pittore con opere dal forte impatto espressivo: si tratta di tele in cui si intravedono figure misteriose e ricche di suggestione , giocolieri o streghe marine dai  colori brillanti.

Una componente dei suoi dipinti è la metamorfosi: le figure sulla tela sembrano spinte da un’ansia di mutamento.  La mostra della Fondazione Marconi è il trionfo del colore e della libertà.

Le opere sembrano tanti folletti che animano le bianche sale e fanno pensare più al divertimento di bambini fantasiosi prima che alla straordinaria vitalità di un pittore di 104 anni.
La mostra è aperta  presso la fondazione Marconi in via Tadino 15 da lunedì a sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19

13 febbraio 2014