Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


GIORGIONE  UNA MOSTRA SENZA UGUALI

di Ugo Siciliano

Nel museo “Casa Giorgione” a Castelfranco Veneto fino all’11 Aprile 2010 c’è una bellissima mostra dedicata a Giorgio da Castelfranco detto Giorgione, uno dei più grandi e misteriosi pittori italiani che ha influenzato la pittura veneta, come ideale legame tra Giovanni Bellini e Tiziano.
Morì giovanissimo di peste nel 1510. Isabella d’Este, che voleva comprare alcune sue opere e chiedeva informazioni,  ricevette la notizia della sua morte. Di lui restano poche opere, certe pochissime; ancora oggi si parla di opere in bilico tra Giorgione e Tiziano (alcune Veneri o concerti campestri). Lo spazio ridotto di una casa affrescata di un fregio di Giorgione  accoglie ben 120 opere di cui 17 attribuite al maestro; le altre sono di grandi pittori che lo hanno ispirato o che sono i suoi “figli”. La mostra si apre con una serie di documenti che raccontano la storia della cittadina veneta e i pochi che ci raccontano la breve storia di Zorzi o Zorzon. Ma per lui parlano le sue opere. In una sala sono esposti “La tempesta” dell’Accademia di Venezia

e “Il tramonto” della National Gallery di Londra. Basterebbero queste due opere per capire grandezza e originalità dell’autore. Figure piccole disposte in posizione defilata rispetto a eventi naturali come un fulmine nel cielo o la luna tra le nuvole. Grandi volti occupano altre opere come “Le tre età dell’uomo”della Galleria Palatina  di Firenze:

un soggetto visto in tre momenti diversi della vita: sorridente fiducioso nella adolescenza, pensieroso nella maturità, stanco nella vecchiaia. Bellissimi  i ritratti virili che sembrano sempre il suo autoritratto come “Il cantore appassionato”. In due tavole degli Uffizi le scene bibliche si risolvono in pose ieratiche delle figure avvolte e sovrastate da paesaggi riconoscibili in cittadine venete.  I quadri di Giorgine dialogano con opere di Bellini, Carpaccio, Cima,Tiziano e Sebastiano del Piombo. Questi due ultimi pittori devono tantissimo  al maestro di Castelfranco. La mostra continua idealmente nel vicino duomo, dove in una cappella laterale si può vedere una pala.

L’opera fu commissionata a Giorgione da un armatore messinese Costanzo che lavorava per la Serenissima e che aveva perso un figlio giovanissimo in guerra. Il dipinto rappresenta la Madonna e il bambino in trono con accanto a destra S.Francesco e a sinistra un santo guerriero dallo sguardo malinconico.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle 19.