Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


GOYA E LA TRADIZIONE ITALIANA
9 Settembre-3 Dicembre 2006
Parma-Mamiano di Traversatolo
Orario continuato 10-18 (lunedì chiuso)

di Marcella Busacca

La villa che ospita la fondazione Magnani Rocca si trova nella campagna parmense verso l'Appennino in grande parco di alberi secolari. In questi giorni ospita una singolare mostra . Due i pretesti per la sua organizzazione:la presenza nella collezione d un gigantesco dipinto di Goya "La famiglia dell'infante don Luis"e la partecipazione del grande pittore nel 1771 al celebre concorso di pittura dell'Accademia di Parma. Non ebbe fortuna il venticinquenne spagnolo perché al suo"Annibale vincitore che rimira per la prima volta dalle Alpi l'Italia" fu preferito "Il genio della guerra guida Annibale attraverso le Alpi"di Paolo Borroni.Ma il viaggio fatto in Italia e soprattutto il soggiorno a Roma gli giovarono molto anche per liberarsi di qualsiasi legame con la pittura accademica dopo però averne acquisito tecniche e uso del colore e della luce. La pittura di Goya infatti non è il frutto di un geloso rinchiudersi in se stesso o nell'osservazione della tradizione spagnola, ma è aperta ai contributi che gli vennero dal guardare ciò che era stato prodotto e che si produceva nel paese dell'arte per eccellenza:l'Italia. A Madrid si confrontò con i grandi affreschi di Tiepolo . La riproduzione fotografica di alcuni di essi è importante per capire come Goya concepì lo spazio pittorico quando ebbe la possibilità anch'egli di dipingere affreschi. Mentre Tiepolo raccontava grandi favole in modo teatrale, il pittore spagnolo faceva irrompere la vita di ogni giorno anche nei soggetti religiosi e solenni. Quando cominciò a fare ritratti certamente ripensò alla scuola veneta e romana, ma la sua arte è assolutamente originale perché nasce da un diverso modo di guardare la realtà e i rapporti con i potenti che non sono più dei in terra, ma esseri umani con tic, debolezze e una grande boria. La mostra è articolata in varie sezioni che illustrano i rapporti tra Goya e alcuni artisti italiani. Vi sono anche alcuni dipinti di Raphael Mengs ritrattista dei personaggi di corte. I dipinti di Goya presenti in mostra sono pochi, ma significativi. Conclude la mostra un confronto tra i celebri Capricci e alcune incisioni di Tiepolo e altri artisti italiani.


10 ottobre 2006