Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


IL GRANDE GIOCO: FORME D’ARTE IN ITALIA 1947-1989

di Ugo Sicilano

Al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (1947-1958), a Milano alla Rotonda della Besana (1959-1972) e a Bergamo alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (1973-1989) si svolge dal 24 Febbraio al 9 Maggio 2010 la mostra “Il Grande Gioco”che indaga sulla produzione di linguaggi artistici, sul costume, sul disegn e sugli avvenimenti che hanno influenzato la storia d’Italia dalla “guerra fredda” alla caduta del muro di Berlino. Sono gli anni della ricostruzione non solo materiale, ma anche morale e culturale dell’Italia. Gli scontri politici, le contrapposizioni, lo schierarsi non impediscono, anzi vivificano la ricerca e l’innovazione in ogni campo.
Si tratta di un fenomeno che all’inizio tocca le classi colte e la borghesia del paese. Il cinema, la televisione, la vespa, la cinquecento permettono col tempo anche ai ceti proletari di partecipare alla modernizzazione dei costumi e negli anni settanta anche al consumismo. La contestazione giovanile, la lotta per i diritti civili, il femminismo trovano ampio spazio nell’espressione dell’arte che, in prima linea, critica il conservatorismo delle culture precedenti. Negli anni cinquanta si contrappongono alcuni artisti chiusi nel loro mondo che ha perso i punti di riferimento e cercano nuove dimensioni e materiali (Burri e Fontana)

ad altri come Guttuso che, attraverso la visitazione di autori come Cezanne e Picasso, denunciano il dramma dello sfruttamento e dell’emigrazione.
Gli anni ’60 producono oggetti di uso che sembrano voler gareggiare  in bellezza con l’arte e persino anticiparla. I pittori, seguendo le scelte rivoluzionarie del gruppo 63 (poeti e prosatori), negano il valore del quadro o della scultura. Piero Manzoni arriva addirittura a negare la funzione decorativa dell’arte: via i colori e anche la stessa tela. La contestazione al sistema parte proprio dagli artisti che propugnano l’”arte povera”come Kounellis, Mertz, Pistoletto ed  altri. Il ritorno negli anni ’80 alla figura, pur deformata, in un spazio decontestualizzato porta al movimento della Transavanguardia di Cucchi, Chia, Clementi e Paladino.

Canzoni, trasmissioni televisive, spezzoni di opere teatrali e cinematografiche, Caroselli e oggetti di uso quotidiano accompagnano lo scorrere del tempo. La visita alle tre mostre permette anche di capire i luoghi: Lissone con le sue fabbriche di tessuti e di mobili fa da sfondo alla ricostruzione postbellica, Milano con la Rotonda permette un viaggio quasi circolare sugli anni di mezzo e infine Bergamo, in una galleria pensata per l’arte contemporanea, conclude il percorso sugli anni che ci condizionano ancora oggi.

Lissone Museo d’arte Contemporanea ,viale Padania 6
Da martedì a domenica dalle 10 alle 19; giovedì dalle 10 alle 23

Milano Rotonda di via Besana  12
Da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì 9.30 alle 22.30 lunedì dalle 14.30 alle 19.30

Bergamo GAMeC via San Tomaso 53
Da martedì a domenica dalle 10 alle 19; giovedì dalle 10 alle 22

12 aprile 2010