Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

GUARIENTO E LA PADOVA CARRARESE

di Ugo Siciliano

La mostra che si è aperta a Padova il 16 Aprile scorso e che si concluderà il prossimo 31 Luglio, oltre a farci conoscere meglio un pittore, fino ad ora noto per gli angeli, conservati presso il museo civico, ci permette di collocare l’artista, tra i migliori seguaci di Giotto, nel contesto storico trecentesco. Quella della signoria dei  Da Carrara fu per Padova una stagione di grande splendore economico e culturale che proseguiva l’esperienza comunale, culminata dal punto di vista artistico nella costruzione della cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto tra il 1305 e il 1307. I maggiorenti della città, temendo l’invadenza della Serenissima, si affidarono a Giacomo Da Carrara che non tradì la fiducia dei suoi concittadini governando con giustizia e generosità.
La mostra sviluppa in ben 10 sezioni un itinerario volto ad approfondire la conoscenza della Padova  carrarese: si va dalla storia della Signoria a quella della monetazione, dall’editoria all’oreficeria, dalla musica agli avori, dai mobili alla moda, dalla scultura alla scienza. La vita letteraria fu certamente influenzata dalla presenza di  Francesco Petrarca che visse gli ultimi suoi anni tra una piccola casa dietro il Duomo e quella di Arquà dove è sepolto. C’è, infine, la possibilità di visitare gratuitamente l’edificio chiamato reggia dei Carraresi

e la cappella absidale della chiesa  degli  Eremitani, dove si trovano due cicli di affreschi di notevole bellezza di Guariento. La parte della mostra che riguarda la pittura dell’artista si trova al Monte di Pietà in piazza del Duomo: in esso sono collocati i  cori angelici che lo hanno reso famoso

e che l’artista aveva dipinto per la cappella  della reggia carrarese. L’opera divenne così famosa che l’artista fu chiamato a Venezia per dipingere il celebre Paradiso a  Palazzo Ducale, che, distrutto da un incendio, fu sostituito da quello altrettanto famoso di Tintoretto. Guariento era stato influenzato da Giotto e da Paolo Veneziano, di cui amava i legami con la pittura bizantina e da altri artisti di cui si dà conto in modo approfondito. Egli ebbe una notevole influenza su Giusto de’ Menabuoi di cui il vicino Battistero contiene il  bellissimo ciclo pittorico del Paradiso.


La mostra, che si svolge in più sedi, è aperta nei giorni feriali, escluso il lunedì, dalle 10 alle 19. Sabato e festivi dalle10 alle 20.

18 giugno 2011