Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


GUERRA E PACE

di Marcella Busacca

Ho sempre amato Tolstoj, nonostante la sua feroce misoginia perché egli amava la terra e l’ha descritta in pagine memorabili come quella in cui Constantin Levin in “Anna Karenina” falcia il fieno insieme ai contadini e la pace come condizione cui gli esseri umani devono tendere.
Mi ha fatto molto piacere che Evelina Schatz all’inaugurazione della mostra “Guerra e pace” al Quintocortile di via Bligny 42 a Milano abbia letto l’episodio in cui il principe Andrej, ferito, guarda il cielo e si accorge della sua immensità e della pochezza degli uomini e del loro desiderio feroce di affermazione a costo di violenza e sopraffazione. Di lì a poco vedrà Napoleone, che visita i feriti, e sentirà scomparire dal suo cuore la grande ammirazione e soggezione che sentiva per il grande personaggio.
La mostra presenta le opere di 35 artisti che si sono liberamente ispirati al tema del libro di Tolstoj e, più in generale, a quello della guerra.
Su una parete sono evidenziati alcuni studi sul tema di Manuel Schatz, veterano della seconda guerra mondiale

e che fanno da filo conduttore per le altre opere di testimoni non oculari di tragici eventi; sullo sfondo le letture scolastiche dell’adolescenza:  Iliade, Eneide, poemi cavallereschi e poi le testimonianze storiche e le proprie esperienze di battaglie pacifiste.
Giovanni Rubino ci conduce nel primo cortile dove alcune lapidi ricordano i morti della prima e della seconda guerra mondiale.

Egli fa un frottage della lapide dei partigiani. Lo guardano incuriositi alcuni abitanti degli edifici adiacenti che vengono da tanti  paesi stranieri e forse anche  da teatri di guerra.
Rientriamo e ci soffermiamo sulle varie opere.
Evelina Schatz-En Nico sullo sfondo della statua bianca di un soldato costruisce un cancello di chiodi.

 

Marilde Magni compone due pagine con  un lavoro a maglia di strisce ricavate da carte stampate

che rappresentano il bianco e nero della guerra e il luminoso colore della pace.
Antonella Prota Giurleo fa scendere dalle pagine di un libro squadernato fili iridescenti tendenti all’azzurro

;

Nadia Magnabosco costruisce una scatola da cui fuoriescono rotolini di pagine

tratte da proclami di guerra dell'ultimo secolo, mentre una figuretta di bambina alza le braccia, minacciata da un soldatino.
Enzo Guaricci crea un libro con della resina:

l’effetto é quello di un testo antichissimo in cui le parole guerra e pace sembrano divorate dalle tarme e dal tempo che passa.
Mavi Ferrando scolpisce nel legno una donna che fugge con le braccia alzate,

ma sembra inchiodata a uno sfondo scuro che ne copre uno più chiaro. Altre opere racchiudono pagine di libri e si susseguono mescolando parole e immagini: un esile filo di speranza in un mondo che sembra dominato dalla violenza.

La mostra è aperta da martedì a venerdì fino al 25 Giugno 2010 dalle 17,30 alle 19,30

17 giugno 2010

foto di Ugo Siciliano