Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

IL VOLTO DEL  ‘900
       Da Matisse a Bacon. Capolavori dal centro Pompidou

di Marcella Busacca

Palazzo Reale di Milano è  finalmente diventato uno spazio che può contenere molte mostre e, come in questo periodo, permette ai visitatori di conoscere vari aspetti dell’arte contemporanea. Uno di questi è la rappresentazione del volto umano, dall’autoritratto a quello a figura intera, in un periodo come il XX secolo in cui la fotografia e la psicanalisi hanno profondamente modificato a livello materiale e mentale la percezione di sé e dei propri simili. Alcuni artisti si pongono un quesito molto semplice: cosa si deve cogliere nel proprio o nell’altrui volto che sfugge alla fotografia e alla rappresentazione oleografica e naturalistica degli stessi? D’altronde i grandi ritrattisti del passato dalla civiltà egiziana al romanticismo cosa rappresentavano di un volto o di una figura intera: la somiglianza o, poiché si trattava, per lo più, di potenti, la nobiltà dell’aspetto l’eleganza e la ricchezza degli abiti? Il ruolo più che la verità dei lineamenti. Persino negli autoritratti il ruolo soverchiava quella che noi oggi chiamiamo l’identità fisica. Si abbellivano i personaggi specie femminili, si invecchiavano i potenti per farne risaltare la saggezza. Si rappresentavano alcuni di loro, nell’epoca neoclassica, alla maniera di dei ed eroi antichi per esaltarne le qualità quasi divine.  L’artista contemporaneo rifugge da tutto questo e cerca di trovare nel volto, non importa più se noto o sconosciuto, il pensiero, la passione, le recondite emozioni e soprattutto la relazione che lo lega a chi dipinge o scolpisce. Avviene anche una curiosa situazione: se il volto è di un altro l’autore cerca di entrare in esso e rivelarne l’interiorità; se si tratta di se stesso invece si cerca di far penetrare chi guarda nell’intimo dell’artista.
La mostra è articolata in sette sezioni (l’ultima è un video) che vanno dal ritratto psicologico come quello di Kupka in cui una donna si mette il rossetto e il suo tronco occupa di profilo tutta la tela a quello dell’Odalisca di Matisse sdraiata

su un divano e che mostra tutta la sua indolenza. L’autoritratto di Severini

frantuma l’immagine come se il pittore volesse imprigionare nella tela ciò che vede e pensa oltre ai suoi lineamenti; Bacon scompone il volto in un ghigno di sofferenza e di fastidio.

Picasso in “Ritratto di donna” coglie la sua modella in un gesto naturale che però egli deforma e rende immobile come un’icona.

Suzanne Valadon rappresenta il suo soggetto in un atteggiamento di riposo in cui la verosimiglianza sfuma nella pensierosità del personaggio.

Mirò in “Testa maschile” con colori violenti costruisce un volto come un mascherone irridente.
Tutte le opere  presenti ci costringono,man mano che ci muoviamo nelle varie sezioni, a ripensare il nostro modo di guardare i volti che ci vengono incontro nella quotidianità  e che spesso ci appaiono come maschere o privi di una vera identità.

La mostra è aperta fino al 9 febbraio 2014 tutti i giorni con i seguenti orari: lunedì dalle 14,30 alle 19,30; da martedì a domenica dalle 9,30 alle 19,30; giovedì e sabato dalle 9,30 alle 22,30.

24 ottobre 2013