Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


Jacopo Bassano: lo stupendo inganno dell’occhio

di Ugo Siciliano

Dal  6 Marzo al 13 Giugno presso il Museo Civico di Bassano del Grappa è in corso una mostra che apre i festeggiamenti per il cinquecentesimo anno della nascita di Iacopo  da Ponte detto il Bassano (1510-1592).  Dopo un primo apprendistato nella bottega del padre Francesco che aveva preso dimora presso il ponte sul Brenta ( da cui venne il cognome della famiglia) si recò a Venezia dove lavorò alla scuola di Bonifacio de’ Pitati ed ebbe modo di apprezzare i grandi maestri veneti tra cui  Lorenzo Lotto e soprattutto Tiziano .Ben presto,  però, se ne tornò a Bassano dove rimase fino alla fine della sua lunga vita. Considerato per molto tempo un pittore di genere specializzato nei paesaggi campestri, le cui opere venivano spesso accomunate a quelle del padre Francesco e dei quattro figli Leandro, Francesco, Girolamo e Giovanbattista che avevano continuato la professione di pittori. Soltanto nel corso del Novecento Jacopo è stato confrontato con i suoi contemporanei e considerato un grande pittore.
Lo scrittore Mario Rigoni Stern in una lettera-racconto tratta dal volume “Aspettando l’alba”, immagina il pittore che trae ispirazione dal mondo pastorale dei monti che circondano Bassano del Grappa e trova che la sua pittura dei periodi migliori prenda vita dalla luce che riesce a trasfondere nelle sue opere tanto da costituirne la materia essenziale. Nella sua pittura della maturità si fondono elementi del manierismo (Jacopo fu affascinato dalla pittura di Parmigianino)  con un interesse per la rappresentazione della realtà anche negli aspetti più minuti. Nel “Riposo della fuga in Egitto”

all’arditezza della rappresentazione delle figure si associa una ricchezza di oggetti che ci richiamano alla vita quotidiana dei suoi luoghi. Nella “Adorazione dei magi” lo splendore dei colori tizianeschi dei manti dei sovrani che si prostrano davanti al bambino si fonde con la semplicità e persino la povertà della capanna dove è avvenuto l’evento eccezionale. Nell’ultimo periodo la sua pittura, che si caratterizza per la leggerezza del tratto e che sembra richiamare l’ultimo Tiziano e persino la pittura di El Greco, colpì a tal punto Giambattista Tiepolo che raccontò con stupore al figlio , a proposito della Santa Lucilla, come il drappo nero fosse reso luminoso dalla luce.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19.

3 maggio 2010