Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Joshua Reynolds e l'invenzione della celebrità
Ferrara Palazzo dei Diamanti dal 13 febbraio al 1 maggio 2005
Londra Tate Britain dal 26 maggio al 18 settembre 2005

di Marcella Busacca


Reynolds - Ritratto di Mrs. Abington

Joshua Reynolds (1723-1729) ha svolto nella società inglese del Settecento
il ruolo di testimone, ma anche di straordinario operatore culturale.
Ritrarre i potenti del suo tempo, ma anche costruire un catalogo di volti
e di atteggiamenti da lasciare alle future generazioni è stato un compito
che l'artista s'è prefissato e che ha portato a termine con impegno.
La Gran Bretagna,suo paese natale dove si era svolta la sua prima
formazione culturale, era in rapidissimo sviluppo economico e le
tradizioni spesso rapidamente archiviate per far posto a nuovi
atteggiamenti e comportamenti.
Le stesse dinastie che si succedevano sul trono di San Giacomo erano
poco propense a difendere il passato.
La pittura però continuava anche in Inghilterra ad avere regole rigide
e codificate da secoli. Si continuava a venire in Italia per imparare l'arte
dagli antichi maestri, le cui opere erano conservate nei musei, ma anche
per respirare la bellezza, per vedere i cieli tersi, per perdersi in paesaggi incontaminati in cui si trovavano anche le rovine di un grandioso passato.
La mostra si apre con una sezione di autoritratti che spaziano dalla giovinezza
alla maturità:in essi vediamo la maestria acquisita dall'artista in Italia e
dallo studio delle opere di Rembrandt.
Nelle altre sezioni sono presenti ritratti di aristocratici o appartenenti
alla famiglia reale, rappresentati in veste ufficiale con le insegne del loro
potere e di intellettuali, spesso suoi amici, di cui il pittore cerca di cogliere
aspetti del carattere. I ritratti più affascinanti sono quelle di donne: nobildonne,
attrici e cortigiane. Di tutte il pittore rappresenta, oltre che la bellezza,
la voglia di vivere e una certa teatralità nell'atteggiarsi davanti a chi le ritrae.

9 aprile 2005