Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Kandinsky a Palazzo Reale di Milano

di Marcella Busacca

Un grande pittore e un grande intellettuale europeo: nato in Russia nel 1866 quando l’impero zarista cominciava a confrontarsi  con gli altri stati europei, vissuto in Germania negli anni del primo dopoguerra e dopo l’ascesa al potere di Hitler riparato in Francia dove muore nel 1944. Studia per fare l’avvocato, ma attratto dalla pittura e dalla musica, comincia a dipingere. Parlando della sua esperienza di studente sottolinea l’interesse per i problemi astratti. L’incontro con un dipinto di Monet e la musica di Wagner lo allontana dalla pittura russa di tipo naturalistico e lo spinge a trasferirsi a Monaco. L’esperienza del gruppo “Il cavaliere azzurro” lo fa maturare e lo porta nel giro di poco tempo a pensare alla pittura come un’esperienza interiore da esplicitare attraverso le sue forme elementari: punto, linea, superficie e soprattutto colore. Scrive: “l’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla e indica il contenuto del futuro”.  L’incontro con Schonberg lo spinge a vedere i legami sempre più forti tra pittura e musica. Non a caso molte delle sue opere del periodo astratto hanno titoli che richiamano al linguaggio musicale: improvvisazioni, composizioni, impressioni. La  parentesi del ritorno in Russia, durante la guerra e dopo la rivoluzione, non gli permette di esprimere la sua concezione dell’arte che è profondamente spirituale; accetta, pertanto,  l’invito a insegnare alla Bauhaus di Weimar. Poi l’arrivo a Parigi dove non si sente del tutto a suo agio. Ma continua a lavorare  cercando di esprimere al meglio il suo desiderio di elevazione come nello splendido dipinto  del 1940 “Bleu de ciel”:

in un cielo turchino volano e galleggiano forme che racchiudono tutta la sua vocazione pittorica: dall’osservazione della natura delle prime opere ai complessi rapporti tra linea, colore ed emozioni della sua produzione matura.
La mostra di Palazzo Reale di Milano si apre con la ricostruzione degli ambienti da lui dipinti a Berlino, poi un succedersi di sale dove sono esposte le opere del suo lungo percorso artistico. In “Quadro con macchia rossa” risalta la sua capacità di creare un colloquio con l’osservatore dandogli delle chiavi di lettura: il significato dei colori, il valore delle linee e delle forme geometriche e i percorsi dei pochi elementi figurativi ancora presenti. In “Giallo, rosso, blu”

del 1925 le forme  e i colori sono l’esplicazione di idee ed emozioni. La natura è soltanto nel cuore e nella mente del pittore. In “Griglia nera” una grata sembra

occupare il centro del quadro e scandire l’osservazione con un percorso obbligato. In ogni grande tela si può ritrovare la stratificazione dei lavori preparatori che, spesso, per l’accuratezza e la completezza appaiono come opere autonome.
Il viaggio attraverso la mostra è aiutato da un’audioguida interessante e da un bel catalogo.

La mostra è aperta fino al 27 Aprile 2014 con i seguenti orari : lunedì dalle 14,30 alle 19,30; martedì, mercoledì e domenica dalle 9.30 alle 19,30; giovedì, venerdì e sabato dalle 9,30 alle 22,30

10 aprile 2014