Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Keith Haring a Milano

di Ugo Siciliano

Dopo la mostra dedicata ad Andy Warhol la Triennale di Milano dedica una grande mostra all'altro "mostro sacro" della recente pittura americana. L'accostamento fra i due autori è interessantissimo per le affinità e le differenze che si possono riscontrare. Entrambi intendono la pittura in modo originalissimo e radicalmente diverso da quello dei pittori tradizionali. Entrambi sono interessati al rapporto con la società che li circonda e con la vita di tutti i giorni. Ma il loro modo di legarsi alla società è stato diversissimo. Andy Warhol, pur partendo dalla quotidianità, ricrea un sistema di valori estetici, massificati ed elitari a un tempo, di cui diviene il regolatore e il nuovo profeta. Keith Haring, nella sua breve stagione artistica, fatta di un solo decennio, non smette mai di comunicare un messaggio di forte impegno civile e di denunciare i mali di una società massificata che opprime l'individuo. Frequenti in lui sono i segni di questa oppressione che è espressa, a volte, nel televisore che culla ed addormenta lo spettatore. L'esigenza di comunicare la sua critica è d'altronde alla base della sua formazione artistica iniziata col disegno dei suoi omini nella metropolitana di New York . Quando l'autore si accorge che i suoi graffiti cominciano ad interessare e vengono quindi staccati e venduti, finisce di disegnarli perché non vuole che altri si approfittino del suo lavoro e ne vanifichino il messaggio. E' significativo il fatto che per i grandi graffiti che gli vengono commissionati dalle istituzioni americane non pretende alcun pagamento.
Il suo segno, rimasto quasi uguale, nel corso della sua breve ma intensa esperienza, ha l'essenzialità dei segni dei popoli precolombiani, ma, negli ultimi tempi, la sua pittura accoglie sempre di più suggestioni della Pop Art.
La mostra di Milano è una delle più importanti che fino ad ora siano state fatte su questo giovane autore, morto prematuramente e che ha lasciato un segno profondo nell'arte contemporanea.
La mostra si potrà visitare fino al 29 01 2006

 

Triennale di Milano viale Alemagna 6
28 settembre2005 - 29 gennaio 2006

25 ottobre 2005