Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Keith Haring a Parigi

di Ugo Siciliano

La mostra che il Museo d’Arte Moderna della città di Parigi presenta fino al 18 Agosto 2013  è  una delle più importanti tra quelle finora dedicate al giovane pittore nordamericano scomparso dieci anni fa all’età di 32 anni.
Il primo merito dei curatori è di aver posto al centro il carattere prevalentemente  politico delle opere di Keith Haring. L’altra caratteristica dell’esposizione è la ricchezza e varietà delle opere presentate. 

I temi vanno dalla lotta dell’individuo contro il potere politico alla critica del capitalismo; dall’oppressione religiosa a quella dei mezzi di comunicazione di massa; dalla denuncia del razzismo alla minaccia nucleare. La sezione conclusiva tratta il tema dell’AIDS, caro al pittore, che parla di se stesso e della sua imminente e tragica fine .

Keith Haring, mentre lotta contro la sua malattia, si batte con le  sue opere per far conoscere ai giovani la minaccia che incombe su molti di loro.
Keit Haring si era fatto conoscere attraverso i graffiti che lasciava a migliaia nella metropolitana di New York in cui un piccolo omino sfidava lo stato, il capitalismo, i pregiudizi religiosi, gli imbonitori televisivi, la pubblicità.

L’omino di Haring ha spesso un televisore al posto della testa. Guardando queste opere pensiamo ai fatti di casa nostra e a quanti negli ultimi vent’anni in Italia si sono fatti infinocchiare dalle “verità” della televisione.
La mostra di Parigi, con 220 opere, tra cui una ventina di grandi dimensioni, ci fa conoscere un artista che merita ampiamente la fama conseguita. In alcune dipinti si nota la continuità con l’opera degli artisti della Pop Art come Andy Warhol e Roy Lichtenstein; in altri momenti l’affinità con l’espressionismo di Basquiat, ma senza la sua furia. Tuttavia l’elemento che lo caratterizza è certamente l’impegno politico. In ogni sua opera c’è una denuncia  dell’oppressione , ma anche l’appello al senso di fratellanza. La sua lotta contro il razzismo è testimoniata da tantissime opere;

d’altronde egli aveva dichiarato di esser fiero di avere amici e amanti di tutti i colori. In una delle ultime opere, il dittico dedicato a James Ensor, si vede uno scheletro che  urina su delle piantine che rinverdiscono a dimostrazione che la vita continua anche dopo la propria morte.

La mostra è aperta fino al 18 Agosto 2013
al Musée d’Art Modern de la Ville de Paris
da Martedì a Domenica dalle 10 alle 18
Giovedì la visita è possibile fino alle ore 22

7 giugno 2013